nasce a Bisceglie il 30 gennaio 1973. Artista visivo poliedrico con oltre trent’anni di esperienza, nel corso della sua carriera sviluppa un linguaggio che attraversa numerosi ambiti espressivi: disegno, scultura, fumetto, illustrazione, animazione e direzione artistica. Il suo lavoro si muove tra arte tradizionale e sperimentazione visiva contemporanea, unendo competenze tecniche e sensibilità narrativa.
Nel tempo si afferma come illustratore, disegnatore di fumetti, graphic designer e character designer, affiancando a queste attività quella di cartoonist e video maker. Realizza animazioni digitali e stop motion per spot pubblicitari, videoclip musicali, promo e video aziendali, sviluppando uno stile visivo riconoscibile che fonde illustrazione e movimento.
Il suo esordio nel cinema avviene con la realizzazione della parte animata del film Cobra non è, diretto da Mauro Russo, prodotto da Giallo Limone Movie e distribuito da 102 Distribution in collaborazione con Rai Cinema. Parallelamente sviluppa numerose collaborazioni nel panorama musicale italiano. Lavora con Fabio Rovazzi realizzando l’intro in motion comics per il videoclip La mia felicità, e collabora con Sony Music Italia e diversi artisti indipendenti per la creazione di cartoon e contenuti visivi.
Tra i progetti più significativi figurano lavori legati a videoclip e produzioni musicali come Causa effetto di Giusy Ferreri, Foto di noi di Dani Faiv featuring Drast, e collaborazioni con LDA per la realizzazione di visual video e illustrazioni per il booklet del suo primo album. Lavora inoltre con Gigi D’Alessio per diversi videoclip animati, tra cui Cu tte, Si te sapesse dicere, Nu dispietto e Io vorrei, realizzando anche cartoon e grafiche utilizzate nelle proiezioni dei concerti.
Il suo lavoro nell’animazione musicale comprende anche il videoclip Nessuno mai di Al Bano e Jasmine Carrisi feat. Clementino, il videoclip cartoon Blah blah di Aban e il video Terra blues di Ghigo Renzulli dei Litfiba. Collabora inoltre con il tenore italo-americano Luciano Lamonarca per il videoclip internazionale Tu scendi dalle stelle.
Nel campo audiovisivo partecipa anche alla realizzazione del docufilm Niente di speciale di Alessio Di Cosimo per Rai Documentari. Parallelamente sviluppa progetti nel campo dell’illustrazione musicale e discografica, come la copertina dell’album Atlantide del musicista Fabio Barnaba e quella dell’album Ballo a contrabbando del gruppo folk Terraross, oltre all’animazione per il videoclip Atlantide Part 1. Tra i progetti editoriali figura anche il fumetto Io sospiro, commissionato dall’associazione pasticcerie storiche “Il Sospiro di Bisceglie”.
Accanto all’attività legata al disegno e all’animazione, Velletri coltiva una solida pratica scultorea. Realizza opere pubbliche e monumentali in diverse città italiane, tra cui la scultura in pietra dedicata a Elena del Savoia a Roma e quella dedicata a Maria Clotilde di Borbone a Napoli. Nel territorio di Bisceglie realizza numerosi interventi artistici, come l’altorilievo bronzeo dedicato a Giuseppe Di Vittorio in piazza Vittorio Emanuele II e il bassorilievo bronzeo dedicato a Aldo Moro in via Aldo Moro, oltre a un bassorilievo in terracotta commemorativo del centenario dell’apertura del Rettifilo.
La sua produzione comprende anche diverse sculture sacre e interventi artistici in contesti religiosi, tra cui il crocifisso ligneo nella chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, la scultura lignea della Madonna dell’Immacolata nella chiesa di Sant’Andrea e dipinti realizzati nel tabernacolo e nel catino absidale della chiesa di Santa Caterina da Siena.
Tra i progetti istituzionali realizza installazioni artistiche in stile backlit per il Comune di Bisceglie e collabora con la Regione Puglia alla realizzazione di fumetti, video e animazioni dedicate alla sensibilizzazione sociale e territoriale, lavorando insieme agli attori Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo.
Tra le iniziative più recenti figura la realizzazione di una serie di cartoon ispirati al libro per bambini bilingue italiano-inglese Senti chi PARLA!, ideato e scritto da Valentina Popa, membro dell’ufficio esecutivo del segretario generale delle Nazioni Unite. I personaggi della serie sono doppiati dall’attore barese Mingo De Pasquale.
Il percorso artistico di Domenico Velletri si distingue per la capacità di attraversare discipline diverse, unendo arte visiva, narrazione e animazione in un linguaggio che dialoga costantemente con il cinema, la musica e lo spazio pubblico.
Cos’è per te l’arte?
L’arte è tutto, è il mio lavoro, la mia passione, il mio hobby. Non esiste una distinzione tra la mia vita e la mia produzione artistica, ogni momento origina l’ispirazione, l’una nutre l’altra continuamente.
Quando hai capito per la prima volta che l’arte sarebbe stata il centro della tua vita e non solo una passione?
È nata con la scoperta della materia sin da bambino, con il piacere di esplorare i materiali, di toccarli, modificarli, dare vita a storie e immagini usando pochi tratti di matita e terminare con la magia dei colori. Il punto di svolta professionale è arrivato a 14 anni quando ho venduto il mio primo dipinto ad olio. Lì ho capito che il mio linguaggio arrivava agli altri.
Il tuo lavoro attraversa molti linguaggi: disegno, scultura, fumetto, animazione. Come scegli quale forma espressiva utilizzare per raccontare un’idea?
L’idea sceglie la forma espressiva. Non forzo un concetto dentro una forma, l’intuizione mi suggerisce se svilupparla nel volume della scultura, nel dipingere su tela, o nel disegno animato.
C’è un filo conduttore che unisce la tua produzione, dalla scultura monumentale ai cartoon e alle animazioni per videoclip?
Senza dubbio, la passione. È l’energia che metto in un bassorilievo bronzeo come quello di Aldo Moro o in un videoclip per Rovazzi o Gigi D’Alessio. La dedizione rimane la stessa, indipendentemente dal supporto.
Quanto ha influenzato la tua formazione artistica il territorio in cui sei nato e cresciuto, come Bisceglie e la Puglia?
Le mie radici in Puglia rappresentano il punto di partenza, ma la mia vera formazione è avvenuta lungo la strada. Più che un legame statico con un territorio, la mia identità artistica è definita dal movimento, mi considero un osservatore che assorbe stimoli ovunque si trovi, portando nel mio lavoro una sintesi di mondi diversi.
Nel passaggio dal disegno statico all’animazione cosa cambia nel tuo modo di pensare l’immagine e la narrazione?
Cambia la gestione del tempo. Nel disegno statico devi sintetizzare tutto in un fotogramma, nell’animazione devi dare vita al movimento. L’importante è che il soggetto si muova in modo fluido, senza mai cambiare le sue caratteristiche. La narrazione è distribuita nel tempo. Ci si trasforma in regista, sceneggiatore, disegnatore e videomaker.
Hai collaborato con musicisti molto diversi: da Gigi D’Alessio a Ghigo Renzulli, da Al Bano a Dani Faiv. In che modo la musica influenza il tuo processo creativo?
La musica detta il ritmo del segno artistico. Ogni genere musicale ha una sua “vibrazione” visiva, le atmosfere rock di un videoclip richiedono una forza diversa rispetto alla melodia napoletana o al pop. La musica è la guida che mi indica il tempo e come far muovere le immagini.
Qual è stato il progetto che ti ha messo maggiormente alla prova dal punto di vista creativo o tecnico?
Il debutto nel cinema con la parte animata del film “Cobra non è”. È stata una sfida tecnica e narrativa imponente, così come coordinare l’estetica di grandi produzioni musicali per Sony Music, dove la precisione deve essere assoluta.
Lavori su opere per il grande pubblico (videoclip, cartoon) e su sculture monumentali. Come cambia il tuo approccio per lo spazio urbano?
Il mio approccio allo spazio urbano nasce da un cambio di prospettiva radicale, mentre il cartoon è dinamico e veloce, una scultura monumentale deve saper restare immobile e mantenere la sua forza comunicativa per decenni. Per me, un’opera pubblica come il monumento a Di Vittorio o ad Aldo Moro non è mai un oggetto isolato, deve integrarsi con la luce e i volumi dell’architettura circostante, diventando un punto di riferimento fisico. L’obiettivo è che l’opera entri a far parte del tessuto quotidiano della città, trasformandosi in un elemento identitario per chi vive quegli spazi ogni giorno.
Che rapporto hai con il fumetto e con la narrazione illustrata?
L’approccio è simile all’animazione. Il fumetto è lo storyboard del cinema, del cartone animato. Il fumetto mi permette di essere regista, sceneggiatore e attore allo stesso tempo. Che sia un progetto sociale per la Regione Puglia o il fumetto “Io sospiro” presidio slow food ufficiale della città di Bisceglie, è il mezzo perfetto per comunicare messaggi con immagini e ballon in modo immediato.
Come vivi il dialogo tra artigianalità (scultura, pittura) e tecnologia digitale?
Lo vivo con naturalezza. Sono strumenti diversi per la stessa mano. L’artigianalità sta nell’occhio dell’artista, che io usi uno scalpello per un Crocifisso ligneo o un software per un character design, la ricerca della perfezione formale non cambia.
Quanto è importante per te il racconto visivo e la costruzione dei personaggi (character design)?
È il cuore di tutto. Un personaggio deve “parlare” anche quando è fermo. La costruzione visiva deve trasmettere carattere, storia ed emozioni, se il design è forte, il racconto visivo fluisce da solo.
Guardando al futuro, quali progetti o linguaggi artistici ti piacerebbe esplorare ancora di più?
Mi piacerebbe spingere ancora oltre il confine tra arte tradizionale e digitale, magari creando installazioni dove la scultura fisica o l’opera pittorica interagiscano con l’intelligenza artificiale, unendo questi due mondi in un’unica esperienza sensoriale.
Descriviti in tre parole.
Eclettico, Materico, Instancabile.