Domenico Errico

36 anni, è originario di San Vito dei Normanni. Primogenito di una famiglia composta da padre operaio edile, madre casalinga e una sorella minore, svolge la professione di operatore socio-sanitario,…

BIOGRAFIA

#Domenico Errico

36 anni, è originario di San Vito dei Normanni. Primogenito di una famiglia composta da padre operaio edile, madre casalinga e una sorella minore, svolge la professione di operatore socio-sanitario, distinguendosi per sensibilità, altruismo e attenzione verso persone fragili, anziani e disabili. Diplomato presso l’istituto professionale di Brindisi, ha sempre nutrito un forte interesse per il mondo dello spettacolo, coltivato inizialmente con curiosità e poi trasformato in una vera passione.

Il suo percorso nel cinema prende avvio nel 2014, quando, incoraggiato da un’amica, partecipa ai casting per il film Latin Lover di Cristina Comencini. Dopo essere stato selezionato come comparsa, ha l’opportunità di lavorare accanto ad attori come Virna Lisi, Neri Marcorè e Claudio Gioè. Quell’esperienza rappresenta per lui un punto di svolta, accendendo una passione che negli anni lo porterà a prendere parte a numerose produzioni cinematografiche e televisive.

Nel tempo ha accumulato diverse esperienze sui set, interpretando piccoli ruoli e figurazioni in serie e film di rilievo. Tra questi, la partecipazione alla serie Briganti per Netflix, Il Commissario Ricciardi 2 con Lino Guanciale, Un’estate fa, La vita che volevi, Imma Tataranni 3 e Le indagini di Lolita Lobosco. Ha inoltre preso parte a produzioni come Malamore e Vive les Mariés, lavorando anche in contesti internazionali accanto ad attori come James Franco e Scott Eastwood. Nella miniserie dedicata a Giacomo Leopardi, diretta da Sergio Rubini, ha interpretato il ruolo del tipografo, vivendo un’esperienza significativa a stretto contatto con il regista.

Parallelamente all’attività di comparsa, ha maturato interesse anche per il lavoro organizzativo sul set, collaborando con casting director e supportando la gestione di troupe e attori. Si dimostra disponibile, affidabile e motivato, qualità che considera fondamentali in un ambiente competitivo come quello cinematografico.

Accanto al cinema, coltiva anche la passione per la musica e l’intrattenimento, esibendosi come cantante e imitatore, portando avanti un percorso artistico fatto di impegno e versatilità. La sua esperienza testimonia come la determinazione e la volontà di inseguire i propri sogni possano rendere il percorso di vita ricco e significativo, indipendentemente dai traguardi raggiunti.

Cos’è per te l’arte?
L’arte per me è tutto, io mi sento un artista, è un linguaggio personale per esprimere ciò che ci circonda.

Cosa hai provato la prima volta su un set cinematografico e quando hai capito che quella sarebbe diventata una vera passione?
La prima volta per me sul set è stata davvero interessante, ero incuriosito e stupefatto a far parte di questo mondo, la troupe, le maestranze, tutte le figure che circondano un set cinematografico. Per me, anche se sono passati circa 10 anni, è sempre come se fosse la prima volta. È diventata ormai un’abitudine stare sul set, cosa che mi appaga, mi rende orgoglioso di me stesso e che mi diverte. La trovo interessante e la ritengo molto importante per me e per la mia crescita.

In che modo il tuo lavoro come operatore socio-sanitario influenza il tuo approccio umano e professionale sul set?
Il mio lavoro come operatore socio sanitario rispecchia me e la mia persona, sono pronto ad aiutare gli altri, i più deboli, persone in difficoltà e interagire con loro, spesso andando d’accordo e instaurando rapporti amicali quasi di parentela, come con un proprio nonnino.

Quale tra le esperienze vissute finora ti ha segnato di più e perché?
Non ci sono esperienze significative che mi hanno segnato di più, però stando sul set io mi sento un artista, uguale a chi ne fa parte, attori, regista, aiuto regia.

Hai lavorato accanto a grandi attori e registi: c’è qualcosa che hai imparato osservandoli da vicino?
Il mio lavoro accanto ad attori e registi è molto importante, perché ho imparato molto: la serietà, la padronanza, la professionalità e anche la passione che trasmettono mentre girano le scene.

Interpretare piccoli ruoli e figurazioni richiede attenzione e disciplina: cosa significa per te questo tipo di lavoro?
Questo lavoro è molto duro, ci vuole preparazione e studio per progredire e crescere in ambito professionale, essere una brava persona, perché oggi magari ti va bene e domani le cose possono cambiare. Ci si deve affidare a se stessi, avere molta pazienza, fare sacrifici, a volte vince la meritocrazia.

Tra tutti i personaggi che hai interpretato, ce n’è uno a cui ti sei sentito particolarmente legato?
Il personaggio più interessante che ricordo volentieri è stato fare il tipografo, un onore per me, una figura importante che mi incuriosisce molto, per capire come si viveva e gli usi e costumi di quell’epoca. Adoro i film storici, forse perché mi sento anziano. Stando nella tipografia ho potuto scoprire e toccare con mano le attrezzature e gli strumenti di lavoro di quegli anni.

Ti piacerebbe in futuro passare da figurante a ruoli più centrali o anche dietro le quinte in modo stabile?
A me piacerebbe sempre imparare di più e sono consapevole che con lo studio e la buona volontà si può riuscire. Mi piace stare anche dietro le quinte nel settore cinematografico come runner, aiuto casting, Aosm, dove a volte ho aiutato i casting director.

Cosa cerchi ogni volta che entri in un nuovo set: emozione, crescita o opportunità?
Per me ogni volta che vengo chiamato è sempre un’emozione, come se fosse la prima volta. Do la priorità e la mia disponibilità sempre H24, lasciando perdere altri lavori o impegni. Sono versatile nei ruoli, passo da un ruolo all’altro senza problemi. Per me rappresenta sempre un’opportunità che non voglio lasciarmi sfuggire, anche per imparare e conoscere nuova gente. L’unica cosa negativa è l’incertezza, perché finché non sei sul set o non firmi, nulla è sicuro.

Quanto è importante per te la costanza in un percorso artistico fatto anche di attese e incertezze?
È fondamentale: bisogna crederci sempre, avere pazienza, affrontare sacrifici e non mollare, perché è un percorso fatto anche di incertezze e cambiamenti improvvisi.

Se potessi dare un consiglio a chi sogna di entrare nel mondo del cinema partendo da zero, cosa diresti?
Il mio consiglio è di crederci sempre e non arrendersi mai, di non sentirsi già arrivati o già attori, perché serve la gavetta, lo studio, i sacrifici, ma anche serietà, flessibilità e buon comportamento. Il tuo aiuto viene solo da te.

Descriviti in tre parole.
Testardo, sensibile, professionale.

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