nasce a Fabriano e vive e lavora a Corciano. Fin da sempre attratta dal mondo dell’arte, e in particolare dalla pittura, intraprende in età adulta il suo percorso artistico come apprendista nello studio del maestro umbro Minestrini, che la guida nella conoscenza e nell’utilizzo dei pennelli e del colore.
La sua ricerca si sviluppa attraverso una tecnica mista in continua evoluzione e un linguaggio astratto e materico, con cui indaga e traduce visivamente vibrazioni, sensazioni e immagini interiori. Le sue opere si caratterizzano per superfici articolate e stratificate, in cui il colore assume una funzione profondamente emotiva, diventando veicolo di espressione più che strumento rappresentativo.
Forme libere e sfumate, movimenti cromatici e contrasti di luce si intrecciano in una pittura che si configura come percorso introspettivo, volto a cogliere il dialogo continuo tra presente e passato, tra emozione e ragione, tra essenza e materia, tra archetipo e dimensione onirica. Il suo lavoro non si propone di descrivere la realtà, ma di evocarla, cercando di rendere tangibile l’invisibile e di dare forma alle intuizioni più intime e agli stati d’animo più sfuggenti.
Nel suo percorso espositivo ha preso parte a diverse mostre, tra cui la collettiva “Cioccolarte” nel 2025 a Castiglione del Lago, la mostra internazionale d’arte contemporanea “Stati d’Arte 2025” presso Villa Fidelia di Spello e l’EuroExpoArt10, consolidando la propria presenza nel panorama artistico contemporaneo.
Cos’è per te l’arte?
Bella domanda! Al momento è una strada, una strada che permette alla mia emotività, alla mia sensibilità di uscire fuori, di materializzarsi, di esprimersi. E’ un processo catartico e liberatorio che mi aiuta a dare forma alle emozioni più profonde e alle immagini più lontane.
Quando hai sentito per la prima volta l’urgenza di trasformare le tue sensazioni interiori in pittura?
Da sempre ho avuto una forte attrazione nei confronti dell’arte, poi, in un momento difficile della vita, in età matura, un’amica mi ha suggerito di ricercare nel mio passato un sogno che avevo accantonato, una passione mai sviluppata, un qualcosa a cui agganciarmi per riscoprire il bello della vita. E ho ricordato come da ragazzina mi divertivo a pasticciare con i colori e allora mi sono detta…perché no, perché non provare?
In che modo l’incontro con il maestro Minestrini ha influenzato il tuo percorso artistico?
In modo assoluto. Minestrini è un maestro di grande esperienza e ha capito ben presto quale fosse la strada giusta per me. I suoi insegnamenti sono stati di ordine tecnico prima di tutto, ma tra una chiacchiera e l’altra, tra una serata e l’altra mi ha trasmesso tanto altro. Siamo partiti dalle ombre e dalla natura morta, ma ha capito subito che non era quello il mondo espressivo che mi rispecchiava e mi ha accompagnato tra le sfumature, i giochi di profondità e gli equilibri di volume e di luce. Mi ha incoraggiata quando mi sentivo bloccata e non trovavo una strada mia, spingendomi a provare, a non mollare e a sperimentare.
Come si sviluppa il tuo processo creativo quando lavori su superfici stratificate e materiche?
Da un punto di vista tecnico seguo delle fasi ben precise di preparazione della tela, ma poi mi diverto a provare. Parto da una base realizzata con colori acrilici con l’aggiunta di materiale di vario genere per passare poi a ritocchi o amplificazioni realizzati con i colori ad olio o con i pastelli. A volte il processo riprende o ritorna ai colori acrilici.
Quale ruolo ha il colore nella tua ricerca e come scegli le tonalità da utilizzare?
Il colore ha un ruolo fondamentale nella mia ricerca perché mi aiuta a creare contrasti, a evocare atmosfere, a guidare lo sguardo, ma la scelta delle tonalità vanno un po’ in base al momento. Ho delle combinazioni e dei colori preferiti, ma mi piace sperimentare.
Le tue opere sembrano evocare più che descrivere: cosa speri che lo spettatore percepisca davanti ai tuoi lavori?
Vero. Le mie opere evocano immagini, sensazioni, emozioni di un qualche passato più o meno lontano e compaiono da sole, senza intenzione. Il mio interesse non è descrivere, ma evocare per lasciare spazio aperto all’immaginazione. Mi piacerebbe che davanti ad un mio lavoro uno spettatore rallentasse e si soffermasse attratto da una qualche connessione profonda. Il mio più grande desiderio è trovare sintonia di vibrazioni.
Quanto è importante per te il dialogo tra emozione e materia nella costruzione di un’opera?
La materia è importante perché mi aiuta a creare spazi e movimento per giochi di luce e di volume insieme a colori e sfumature; l’insieme diventa l’espressione più diretta e tangibile degli stati interiori e delle emozioni.
C’è un ricordo o un’esperienza che ritorna spesso, anche inconsciamente, nella tua pittura?
In sincerità non individuo un ricordo preciso o un’immagine definita. Forse è piuttosto una sensazione che ritorna, una sorta di eco nostalgico a cui cerco di avvicinarmi e che a volte mi sembra di sfiorare senza metterlo ancora ben a fuoco.
Come vivi il rapporto tra controllo e casualità nel tuo processo creativo?
Sono momenti che si avvicendano. All’inizio il processo è molto controllato, voluto, programmato, poi, all’improvviso, un argine si rompe e l’istinto, più che la casualità, guida il lavoro. Il passaggio da una fase all’altra è una sensazione fortissima ed è il momento che preferisco durante la creazione.
Le mostre a cui hai partecipato hanno cambiato il tuo modo di vedere o raccontare la tua arte?
In parte sì. All’inizio pensavo a una mostra come a un punto di arrivo, ora, per quanto le mie esperienze siano limitate, la sento come un passaggio, un momento in cui il lavoro esce da me e si confronta con lo sguardo degli altri.
In quale direzione senti che sta evolvendo oggi la tua ricerca artistica?
La mia ricerca oggi si muove verso l’incontro tra la mitologia e l’introspezione, dove il colore e le forme non definite diventano strumenti di esplorazione di antichi archetipi. Non voglio raccontare storie, ma sfiorare i labirinti dell’anima, le traiettorie invisibili che guidano le paure, i sogni e le aspirazioni dell’essere umano.
Descriviti in tre parole.
Sensibile, solare, istintiva.