Nato a Taranto il 7 maggio 1978, è contrabbassista diplomato al Conservatorio “N. Rota” di Monopoli e laureato in discipline musicali jazz al Conservatorio “N. Piccinni” di Bari. Ha conseguito due master in ambito culturale e musicale e ha svolto ricerche etnomusicologiche in Kenya e Sudafrica, culminate nella tesi Musica Tradizionale Africana.
Ha pubblicato il libro I sogni del giovane poeta martinese, Luigi Marinosci e si è formato con maestri di fama mondiale nel campo classico e jazz. Attivo in numerose formazioni, ha avuto un’intensa carriera concertistica internazionale, esibendosi in Europa, Africa, Asia e Stati Uniti e collaborando con importanti musicisti italiani e stranieri.
Ha insegnato presso la Saint Louis di Brindisi ed è stato votato ai Top Jazz 2009 come miglior nuovo talento. Nel corso della sua carriera ha ricevuto vari riconoscimenti, tra cui il Premio “Re Manfredi”, il Grand Prix For the Music all’International TourFilm Festival e il Premio Mama Dunia (2021).
La sua attività spazia da progetti jazz a collaborazioni teatrali, passando per musica classica, barocca ed etnica, mettendo in luce una versatilità che rappresenta il cuore della sua identità artistica.
Quando e come è iniziato il to percorso artistico?
Il mio percorso parte dall’età di 15 anni quando ho iniziato, prima suonando il pianoforte, per poi passare al basso elettrico formando i primi gruppi in cui si suonava Nirvana, Pink Floyd, Led Zeppelin; per approdare dopo qualche anno direttamente allo studio del contrabbasso e ritrovarmi a suonare jazz con moltissimi artisti di punta pugliese.
Cosa ti ha spinto a scegliere il contrabbasso come strumento?
Il mio desiderio più grande era quello di entrare in conservatorio, e dato che il basso elettrico non era ancora contemplato all’interno delle classi del conservatorio, cosa che oggi trovi presente nei diversi corsi di pop e jazz, allora cercai lo strumento più affine che era il contrabbasso. Decisi quindi di iscrivermi alla classe di contrabbasso con il M. Cellaro. Da quel momento il contrabbasso ha fatto parte del mio cammino di vita.
Quali sono state le tue principali influenze musicali quando hai iniziato a suonare il contrabbasso?
Quando ho iniziato lo studio del contrabbasso le mie prime influenze sono state la musica classica, tra i contrabbassisti Kusevickij Bottesini, Dragonetti, ma anche tanti compositori come Mozart, Beethoven che mi hanno ispirato e accompagnato durante tutti i miei studi classici. Poi ho deciso di passare allo studio del jazz, e ho incontrato diverse figure importanti e autorevoli di questo genere musicale, incrociando nomi come Ray Brown, Charlie Haden, Ron Carter, Mingus, Christian Mcbride. Ho avuto anche la fortuna, alcuni di loro, di poterli vedere dal vivo e soprattutto conoscerli di persona.
Puoi descrivere il tuo percorso formativo e le esperienze che ti hanno portato a diventare un contrabbassista professionista?
Il mio percorso formativo e artistico in parte è molto simile a tanti altri musicisti professionisti, fatto di studi, di jam Session per quanto riguarda il jazz; fatto di incontri con tanti artisti che mi hanno insegnato le regole della vita musicale. Mi hanno insegnato a stare su di un palco senza più il timore giovanile. Diventi un professionista quando la gente inizia a comprare i tuoi dischi, viene ai tuoi concerti pagando un biglietto. Sopattutto quando vedi la tua musica viaggiare tra le radio o esposta nei grandi store musicali è una bellissima emozione e tutto questo, ti permette di continuare a credere in quello che stai facendo. Ti permette di esplorare nuovi orizzonti musicali, senza la paura di sbagliare.
Quali sono le principali sfide tecniche e fisiche che un contrabbassista deve affrontare?
Per quanto riguarda le sfide tecniche il contrabbasso è uno strumento abbastanza ostico, quindi, ci vuole tanto studio e non puoi permetterti di allontanarti troppo dallo strumento per tanti giorni, altrimenti il ritorno allo studio diventa più duro e faticoso. Per l’aspetto fisico invece è importante che uno abbia una buona postura; proprio in questo periodo sto vivendo un problema di ernia del disco che mi ha bloccato totalmente a causa della postura non del tutto corretta e prolungata nel tempo. Una buona postura sullo strumento ti permette di gestire al meglio i piccoli o grandi problemi, che in maniera inevitabile, vengono fuori se decidi di suonare uno strumento. Un consiglio per tutti: cercate di fare sempre una buona dose di posturale per affrontare al meglio, e con più facilità, l’incontro con il contrabbasso o con tutti gli altri strumenti musicali.
Come prepari il tuo strumento per una performance e quali sono le routine di manutenzione essenziali?
Il mio contrabbasso è uno strumento che ho preso da Luciano Bini, grande Liutaio di Cremona; qui in Puglia da qualche anno lo affido alle sapienti mani del Liutaio Cosimo Fischetti nella sua bottega di Lizzano. La strumentazione che uso è pickup David Gage The Realist Bass miscelato al DPA 4099 Core Bass. Per quanto riguarda le corde, che cambio circa ogni sei mesi, uso le Thomastik Spirocore o le Galli. Come amplificatore uso il Markbass o il Gallien-Krueger MB150S-112.
Hai un metodo particolare per esercitarti e migliorare la tua tecnica?
Il mio metodo principale è l’ascolto, ascolto tanta musica, ascolto tanti contrabbassisti, ma soprattutto tante novità discografiche in generale; la conoscenza della musica nuova mi aiuta ad arricchire frasi, melodie e tecniche nuove sul mio strumento. Credo che sia fondamentale ascoltare tanta musica, anche quella che non ti piace, perché solo dopo l’ascolto puoi dire se ti piace veramente o no.
Qual è il tuo brano preferito da suonare e perché?
Non ho un brano preferito, ci sono tante song che vorrei suonare perché magari non c’è mai stata la possibilità di suonarle con qualcuno, ma tante altre che ho già suonato ma con piacere risuonerei ancora. Durante il mio percorso artistico ho tanti piccoli periodi che mi portano ad affezionarmi ad un brano. Ad esempio in questo periodo sto ascoltando tanta musica cantautorale, dove il contrabbasso non è protagonista, ma in un certo senso ha una buona parte di responsabilità.
Puoi raccontarci un’esperienza memorabile che hai avuto durante una performance dal vivo?
Ci sono state tantissime esperienze belle che ho vissuto sui palchi e a contatto con grandi artisti. Ogni esperienza mi ha lasciato qualcosa di importante e costruttivo. Mi piacerebbe un giorno raccontare in un libro le mille avventure con tutti gli artisti che ho vissuto musicalmente; ad esempio ho avuto la fortuna di suonare allo stadio di Bari con Bobby Mcferrin, poter duettare direttamente con lui contrabbasso e voce è stata un’esperienza per me stratosferica; come l’apertura del concerto di Damian Marley allo stadio di Pisa. La musica di Bob Marley mi ha sempre accompagnato nella vita, e poter condividere il palco con suo figlio mi ha traghettato nel ricordo delle mie prime esperienze musicali da ragazzo.
Quali consigli daresti a chi sta iniziando a suonare il contrabbasso?
Sicuramente di armarsi di tanta pazienza e desiderio di affrontare tante ore di studio. Correggere fin da subito la postura, e ascoltare tanta musica. Non solo contrabbassisti ma imparare ad ascoltare anche cosa fanno gli altri strumenti. Come improvvisano, come si raccontano all’interno di un gruppo. Imparare ad ascoltare tutto quello che accade quando si suona con gli altri e non fermarsi solo a quello che stiamo suonando noi.
Descriviti in tre parole.
Creativo, socievole, determinato.
Progetti futuri?
I miei progetti futuri sono indirizzati alla creazione di un nuovo disco. È in lavorazione per quanto riguarda la scrittura, e spero per ottobre/ novembre di poter entrare in studio di registrazione. Un lavoro che racconterà questo mio periodo di vita. Sarà sicuramente un disco molto intimo, sia sotto un aspetto strumentale che musicale. Per quanto riguarda i concerti invece, ritorno a suonare a luglio dopo un brutto stop di quasi tre mesi per via della mia schiena. Avrò la fortuna di tornare a suonare tra luglio e agosto con vecchi e nuovi amici. Sarà un’estate non piena ma sicuramente felice artisticamente.