Biagio Foglia

è un cantautore, interprete e performer italiano nato a Ischia, in provincia di Napoli, nel 1991. Artista dalla forte identità musicale, rappresenta una delle voci più autentiche della nuova scena…

BIOGRAFIA

#Biagio Foglia

è un cantautore, interprete e performer italiano nato a Ischia, in provincia di Napoli, nel 1991. Artista dalla forte identità musicale, rappresenta una delle voci più autentiche della nuova scena partenopea, capace di unire la tradizione napoletana alle influenze soul, pop e alle sonorità contemporanee, creando uno stile personale caratterizzato da intensità emotiva e grande capacità interpretativa.

Il suo percorso artistico prende avvio all’età di dieci anni, quando scopre la passione per il canto e inizia a esibirsi in manifestazioni locali, concorsi e spettacoli dal vivo. Nel corso degli anni costruisce una solida esperienza sul palco, affinando una vocalità versatile e una particolare sensibilità interpretativa che gli permettono di attraversare generi musicali diversi mantenendo sempre riconoscibile la propria identità.

Durante la sua carriera ha ottenuto importanti riconoscimenti nazionali e ha preso parte a numerose esperienze artistiche e discografiche che lo hanno portato a collaborare con professionisti del settore e a esibirsi in eventi, festival e spettacoli dedicati alla musica italiana e napoletana.

Tra le sue produzioni più significative figurano l’EP “4 Love”, i singoli “Te Voglio Bene” ed “Ed Ora Piove”, fino all’album “‘O Soul ’E Napule”, pubblicato nel 2025, un progetto che racchiude la maturità artistica raggiunta e la sua personale visione musicale. Un lavoro in cui la forza della melodia napoletana incontra le atmosfere soul e pop contemporanee, dando vita a un sound elegante, coinvolgente e profondamente legato alle proprie radici.

Oggi Biagio Foglia porta avanti il suo percorso artistico con passione e determinazione, mettendo al centro della sua musica le emozioni, la qualità interpretativa e il valore della canzone d’autore. Ogni brano diventa per lui un racconto sincero, capace di creare un dialogo diretto con il pubblico e di trasformare la musica in un’esperienza autentica e condivisa. Con una carriera costruita attraverso impegno, studio e dedizione, si conferma una delle realtà più interessanti della musica partenopea contemporanea, impegnato a custodire la tradizione e a proiettarla verso nuove forme espressive.

Cosa rappresenta per te la musica e quale ruolo ha avuto nella tua crescita personale e artistica?

La musica rappresenta il linguaggio più sincero che conosco. È stata una compagna di vita, un rifugio nei momenti difficili e uno strumento attraverso cui esprimere emozioni che spesso le parole da sole non riescono a raccontare. Mi ha aiutato a crescere come uomo prima ancora che come artista, insegnandomi l’ascolto, la sensibilità e il rispetto per le emozioni degli altri. Artisticamente mi ha dato la possibilità di costruire una mia identità, restando sempre fedele a ciò che sono.

Hai iniziato a cantare da giovanissimo: qual è il ricordo più significativo dei tuoi primi passi nel mondo della musica?

Tra i ricordi più belli ci sono sicuramente le prime esibizioni davanti a un pubblico. Ricordo l’emozione di salire su un palco e percepire l’attenzione delle persone. Da ragazzo cantavo con una passione enorme, senza immaginare dove mi avrebbe portato quel percorso. Quelle prime esperienze mi hanno fatto capire che la musica non era solo una passione, ma qualcosa di profondamente legato alla mia vita.

La tua musica nasce dall’incontro tra tradizione napoletana, soul, pop e sonorità contemporanee: come riesci a trovare un equilibrio tra le tue radici e la ricerca di nuove sonorità?

Credo che la chiave sia il rispetto. Le radici non vanno mai tradite, ma possono essere reinterpretate. La tradizione napoletana è parte del mio DNA artistico, mentre il soul e le sonorità contemporanee rappresentano il mio modo di guardare al mondo e di dialogare con il presente. Cerco sempre di creare un ponte tra questi elementi, mantenendo l’autenticità della nostra cultura musicale e allo stesso tempo aprendola a nuove influenze.

L’album “‘O Soul ’E Napule” rappresenta un importante momento del tuo percorso: come nasce questo progetto e quale messaggio hai voluto trasmettere attraverso le sue canzoni?

“‘O Soul ‘E Napule”, produzione ZEUS RECORD, nasce dal desiderio di unire due anime che mi appartengono profondamente: quella napoletana e quella soul. È un progetto che racconta emozioni universali attraverso una sensibilità fortemente legata alla mia terra. Il messaggio che ho voluto trasmettere è che la musica non conosce confini: le storie, i sentimenti e le tradizioni possono incontrarsi e dare vita a qualcosa di nuovo senza perdere la propria identità.

La tradizione musicale napoletana ha sempre avuto una grande forza emotiva e narrativa: cosa significa per te portare avanti questa eredità nel panorama musicale contemporaneo?

Per me è un grande onore, ma anche una responsabilità. La canzone napoletana è una delle espressioni artistiche più importanti della nostra cultura e ha saputo attraversare generazioni mantenendo intatta la sua forza. Portarla nel presente significa valorizzarne la bellezza, farla conoscere alle nuove generazioni e dimostrare che può ancora parlare al cuore delle persone con straordinaria attualità.

Nel corso della tua carriera hai vissuto numerose esperienze live: quanto è importante il rapporto diretto con il pubblico per un interprete?

È fondamentale. Il palco è il luogo in cui la musica prende vita davvero. In studio si registra una canzone, ma dal vivo si crea uno scambio umano unico e irripetibile. Ogni concerto è diverso perché il pubblico porta con sé emozioni, energie e storie che si intrecciano con quelle dell’artista. È proprio questo dialogo a rendere speciale ogni esibizione.

La tua voce è caratterizzata da una forte componente interpretativa: come lavori per trasformare una canzone in un racconto capace di arrivare alle persone?

Cerco sempre di entrare nel significato più profondo del brano. Prima di cantare una canzone devo comprenderla, viverla e sentirla mia. L’interpretazione nasce dall’empatia con il testo e con la melodia. Non penso mai solo alla tecnica vocale: il mio obiettivo è trasmettere un’emozione autentica, perché credo che il pubblico percepisca immediatamente quando un artista canta con il cuore.

Quali sono gli artisti o le esperienze musicali che hanno maggiormente influenzato il tuo percorso?

Frank Sinatra, Barry White, Massimo Ranieri, Renato Carosone, Pino Daniele… Sono cresciuto ascoltando la grande tradizione della musica napoletana, ma anche artisti soul e internazionali che hanno fatto dell’interpretazione e dell’espressività il loro punto di forza. Ho sempre cercato di imparare dai grandi maestri, senza rinunciare a costruire una mia identità personale. Anche le collaborazioni e gli incontri vissuti nel corso degli anni hanno contribuito in modo importante alla mia crescita artistica.

C’è un brano della tua produzione a cui sei particolarmente legato e che rappresenta meglio la tua identità artistica?

Sicuramente i brani contenuti in “‘O Soul ‘E Napule” rappresentano in modo molto fedele la mia identità artistica, perché racchiudono il percorso che ho costruito negli anni. Sceglierne uno sarebbe molto difficile, però sceglierei “Si Na Catena Pe’ Mme”, che meglio racconta l’incontro tra la mia anima napoletana e la mia passione per il soul. Poi sceglierei “Bona Fortuna”, scritta da Alfredo Del Grosso: è il brano più emozionante per me, perché è stato scritto pensando al futuro dei miei figli ed è dedicato a loro.

Quali sono i prossimi obiettivi e le nuove sfide che Biagio Foglia vuole affrontare nel futuro della sua carriera musicale?

Il mio obiettivo è continuare a crescere artisticamente, portando la mia musica a un pubblico sempre più ampio senza perdere autenticità. Vorrei sviluppare nuovi progetti discografici, sperimentare ulteriormente l’incontro tra tradizione e innovazione e continuare a esibirmi dal vivo, che resta una delle dimensioni più importanti del mio lavoro. La sfida più grande è quella di rimanere fedele alla mia identità, continuando però a evolvermi e a raccontare nuove storie attraverso la musica.

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