è italiana di origini eritree, nata e cresciuta a Bari nel dicembre del 1989. Dopo aver frequentato un corso sperimentale a indirizzo linguistico presso l’ITCS Romanazzi, interrompe gli studi al quarto anno per partire per Barcellona, dove vive un periodo intenso e formativo che segna profondamente il suo percorso personale. Dopo dieci mesi rientra a Bari per conseguire il diploma, ma il desiderio di scoperta la porta presto a lasciare nuovamente l’Italia, questa volta direzione Inghilterra.
Vive prima a Londra e poi a Manchester, città che rappresenta per lei un momento di riflessione fondamentale per chiarire le proprie aspirazioni. Tornata a Londra, spinta da una passione viscerale per la cultura giapponese, si iscrive alla Birkbeck University of London, dove intraprende un doppio corso di laurea che le consente di avvicinarsi non solo al Giappone, ma anche al cinema, in particolare a quello indipendente e d’autore. Durante gli studi, le lezioni presso il British Film Institute diventano centrali nella sua formazione, alimentando un interesse sempre più profondo per il linguaggio cinematografico.
Il percorso universitario prevede un anno accademico all’estero in Giappone. A causa della pandemia, è costretta ad attendere un anno prima di poter partire, ma l’attesa si trasforma in una delle esperienze più significative della sua vita. Il soggiorno in Giappone, iniziato in un contesto complesso, le permette di confrontarsi con una cultura profondamente diversa da quella occidentale, insegnandole il valore della condivisione, delle relazioni e della distanza. I luoghi visitati e le esperienze vissute lasciano un segno indelebile, arricchendo il suo sguardo umano e artistico.
Rientra in Europa nell’agosto del 2023, già con il desiderio di tornare a viaggiare. Consegue un BA in Film and Media and Japanese e, terminata l’esperienza giapponese, si trasferisce ad Amsterdam, città che aveva sempre sognato di vivere per il suo equilibrio urbano, la vivibilità, l’uso della bicicletta e l’armonia tra architettura storica e moderna. Se da un lato avverte la mancanza del forte melting pot culturale londinese, Amsterdam le offre però un contesto fertile per avvicinarsi concretamente al mondo del cinema indipendente.
Da novembre entra a far parte della community di volontari del Filmhuis Cavia, cinema indipendente nato dal movimento degli squatters degli anni Ottanta, dove lavora come venue assistant e film programmer. Stimolata dall’ambiente creativo che la circonda, decide di iscriversi a un Master in Film Programming and Curating a Londra, città con cui mantiene un legame profondo e che considera una possibile meta definitiva. Dopo nove anni trascorsi in Inghilterra, riconosce in Londra il luogo che più di ogni altro le ha dato opportunità e crescita.
Il master, in partenza a gennaio, rappresenta per lei un nuovo inizio. Parallelamente, è già alla ricerca di un’organizzazione culturale affine al Filmhuis Cavia. Il suo obiettivo finale è lavorare come restauratrice di pellicole e occuparsi della gestione di un archivio cinematografico, contribuendo alla tutela e alla trasmissione della memoria del cinema.
Parlaci del tuo percorso artistico.
Spinta dalla ricerca di me stessa mi considero in continua evoluzione. Ogni tipo di forma artistica ha la mia attenzione. Sicuramente le arti audiovisive sono quelle che prediligo. Quando ho cominciato il mio percorso di studio in Film e Media mi sono appassionata alle arti audiovisive. Piu’ imparavo e piu’ ne volevo sapere. Dopo essermi laureata mi sono unita ad un gruppo di volontari che porta avanti un cinema indipendente ad Amsterdam, il Filmhuis Cavia, un cinema nato negli anni ’80 dal movimento squatters. Qui ho cominciato come venue assistant e da poco faccio parte del programme team. Sono sempre alla ricerca di artisti e registi poco conosciuti che vogliono condividere con la nostra community la loro arte. Riceviamo anche parecchie richieste di collaborazione, e quando penso che ci sia una proposta che abbraccia la filosofia del Cavia allora lavoro sull’organizzazione della proiezione.
Cosa vorresti fare “da grande”?
Come obbiettivo ho quello di lavorare per un archivio cinematografico come restauratrice di pellicole. Se pur nell’era del digitale, credo sia davvero importante preservare quanto di piu’ bello abbiamo e di poterlo passare alle generazioni future.
In che posto nel mondo ti piacerebbe lavorare?
Ho vissuto in Italia, Spagna, Inghilterra, Giappone e Olanda. Dopo aver avuto modo di interfacciarmi a diverse realta’ posso dire che il mio posto nel mondo e’ Londra. Quindi si, di base mi piacerebbe lavorare a Londra ma non disdegnerei collaborazioni un po’ qua e un po’ la. E’ il mio spirito avventuriero che parla.
Descriviti in tre parole.
Coraggiosa. Determinata. Curiosa.
Cosa ti piace fare nel tempo libero?
Guardare film (ovviamente), guardare anime Giapponesi (quelli che da noi in Italia sono semplicemente ‘cartoni animati’, che abbiamo avuto la fortuna di guardare sin da bambini tra gli anni 70, 80, 90 e 2000 grazie agli accordi internazionali di distribuzione dell’epoca tra Italia e Giappone), andare in giro per la citta’ a scattare foto con le mie macchine fotografiche analogiche, fieramente riesumate dal comodino di mio padre.
Progetti futuri?
A Settembre si concludera’ la mia esperienza ad Amsterdam e faro’ ritorno a Londra. Lavorativamente parlando non so ancora cosa mi aspetta, credo sia un po’ prematuro adesso pensare a questo. Sicuramente i miei rapporti con Filmhuis Cavia continueranno anche a distanza. Ho intenzione di contribuire organizzando proiezioni da remoto, concedendomi qualche visita ogni volta che potro’. Di certo a Gennaio inizio un Master in Film Programming and Curating sempre alla Birkbeck University dove ho ho conseguito il Bachelor of Art. E poi da cosa nasce cosa, lavorero’ sodo per arrivare al mio obbiettivo.
Sogno nel cassetto?
Non ho mai creduto nei sogni nel cassetto… anche perchè ci vorrebbe un armadio a 8 ante per contenerli.