Belle, classe 1989, nasce e cresce a Bari, in un ambiente dove la fantasia diventa presto nutrimento quotidiano quanto il pane. Il mondo dei libri, soprattutto quelli fantasy, le apre sin da bambina una porta verso immaginari ricchi, che accendono in lei una passione precoce per la scrittura. È la saga di Harry Potter a farle scoprire il potere della parola, trasformando ogni dettaglio della realtà in un potenziale incantesimo narrativo. Per questo, Belle cammina per la città con un taccuino sempre a portata di mano, pronta a catturare ciò che la ispira: un gesto, un profumo, un vicolo, un frammento di magia quotidiana.
Dietro Belle, però, c’è un’identità che resta volutamente nascosta. Un mistero custodito con cura, proprio come quello dei supereroi. Il progetto Belle nasce da un’idea brillante: creare un profilo ironico e pungente, una sorta di “fESCionBló” capace di mescolare sarcasmo, moda e promozione del territorio. L’obiettivo era partecipare a una selezione per un importante master nel fashion marketing. Ma il destino, complice il Covid, ha deciso diversamente e il master fu annullato. Nonostante questo, Belle non si è fermata. Il progetto ha preso una strada propria, diventando un piccolo fenomeno affettivo e identitario.
Bari Vecchia rappresenta per Belle un serbatoio inesauribile di ispirazioni: vicoli dove si intrecciano storia, folclore, luci e ombre, racconti antichi e moderni che vibrano ancora tra i balconi e le pietre consumate. È qui che la sua creatività trova radici e ali. Ogni scorcio si trasforma in parola, ogni gesto in una scintilla narrativa capace di evocare emozioni e ricordi. L’attaccamento alla tradizione e al cuore pulsante della città è evidente in ogni contenuto, ma Belle non esclude la possibilità di espandere il suo mondo oltre i confini del suo territorio. Milano, ad esempio, sarebbe una cornice ideale per mettere in mostra la sua vena fashion, pur mantenendo quello stile ironico e un po’ irriverente che la caratterizza.
Ciò che più sorprende Belle è la comunità che si è formata intorno al progetto. I suoi follower non sono molti, ma rappresentano un cerchio affettuoso e genuino di persone che si riconoscono nei suoi racconti, nei suoi scatti e nella sua sensibilità. Si crea uno scambio spontaneo di ricordi, pensieri, sensazioni. E per chi è lontano dalla propria terra, anche solo un’immagine può riportare a casa per un “pixel di secondo”.
Nel suo cassetto, che forse è troppo piccolo per contenere tutti i sogni che custodisce, ce n’è uno particolarmente luminoso: vedere Belle diventare un simbolo della città di Bari. Un marchio, una linea di t-shirt con le sue grafiche, magari vendute proprio tra orecchiette e taralli fatti in casa, sarebbe per lei una tappa bellissima e significativa.
Per il futuro, Belle desidera investire ancora più tempo e creatività nel suo progetto. Sogna di ampliare la sua visibilità, magari attraverso collaborazioni, sponsorizzazioni, e il supporto di attività locali. Perché, dopotutto, resistere al fascino di Belle non è poi così facile. E il mondo che ha costruito – fatto di ironia, tradizione e poesia urbana – sembra avere ancora molto da raccontare.