nata a Pescia nel 1999, è un’attrice e speaker radiofonica toscana che sta costruendo il proprio percorso artistico tra recitazione, comunicazione e narrazione vocale. Da sempre affascinata dalle possibilità espressive della voce, considera l’interpretazione uno strumento attraverso il quale dare vita ai personaggi, raccontare storie e trasmettere emozioni.
La sua formazione artistica affonda le radici nella musica. Fin da giovanissima studia canto, pianoforte e flauto traverso, sviluppando una sensibilità musicale ed espressiva che continuerà ad accompagnarla negli anni successivi. Progressivamente, la passione per la recitazione si trasforma in un vero obiettivo professionale e la porta a frequentare l’accademia SNCI di Firenze, dove consegue il diploma nell’ottobre 2026.
Nel corso del suo percorso prende parte a diversi cortometraggi, esperienze che le consentono di confrontarsi direttamente con il linguaggio cinematografico e con il lavoro davanti alla macchina da presa. Tra questi figura Sottopelle, candidato come Miglior cortometraggio al Luleå Film Festival 2026, progetto che rappresenta una delle esperienze significative della sua giovane carriera nel settore audiovisivo.
Parallelamente all’attività attoriale, Arianna Velia sviluppa il proprio percorso nel mondo della comunicazione e della radiofonia. Dopo un’esperienza di stage, entra a far parte della squadra di Radio Nostalgia, dove lavora come speaker durante dirette radiofoniche, eventi e manifestazioni sul territorio. Un’attività che le permette di approfondire ulteriormente il rapporto con la voce, sperimentandone immediatezza, ritmo e capacità comunicativa nel contatto diretto con il pubblico.
Alla radio affianca anche il lavoro di voice-over per spot pubblicitari e produzioni audio, continuando a esplorare le differenti possibilità offerte dall’interpretazione vocale. Voce e recitazione diventano così due aspetti complementari di uno stesso percorso, nel quale la parola non rappresenta soltanto uno strumento di comunicazione, ma un mezzo attraverso cui costruire atmosfere, identità ed emozioni.
Attualmente rappresentata dall’agenzia per attori GDA Studio Sermattei, Arianna continua a investire nella propria formazione e crescita professionale con l’obiettivo di ampliare le opportunità nel cinema e nel settore audiovisivo. Guarda inoltre con particolare interesse al mondo del doppiaggio e alla narrazione di audiolibri, ambiti nei quali desidera mettere a frutto la propria preparazione attoriale e approfondire ulteriormente le potenzialità espressive della voce.
Per Arianna Velia, recitare e raccontare attraverso la voce rappresentano due manifestazioni della stessa passione: entrare nelle storie, comprenderne le sfumature e restituirle al pubblico con autenticità. Il suo percorso nasce dall’incontro tra musica, interpretazione e comunicazione e continua a evolversi attraverso nuove esperienze, collaborazioni e occasioni di confronto con il mondo artistico e audiovisivo.
Cos’è per te l’arte e quale ruolo occupa la recitazione nella tua vita?
L’arte ha sempre fatto parte della mia vita fin da quando ero piccola e, con la consapevolezza di adesso, la considero come un’estensione di me. Mi permette di esprimermi senza sentirmi inadeguata, è il mezzo attraverso cui riesco a far fluire tutta la mia essenza. Nella recitazione posso essere libera di interpretare qualcun altro, ma sempre consapevole del mio bagaglio di esperienze e sensazioni.
Il tuo percorso artistico nasce dalla musica, attraverso lo studio del canto, del pianoforte e del flauto traverso. Quanto questa formazione influenza oggi il tuo modo di recitare e utilizzare la voce?
Tantissimo, penso che senza la formazione musicale io oggi non sarei qui. Mi ha permesso di capire quante cose avrei potuto fare grazie alla mia voce, facendomi avvicinare al mondo del doppiaggio e del cinema.
Quando hai capito che la passione per la recitazione poteva trasformarsi in una vera professione?
L’ho capito per caso quando ho ripensato alle parole che mi diceva mio padre da piccola: “Dovresti fare l’attrice”. Mi hanno sempre risuonato, ma non le ho mai prese in considerazione fino a che, un giorno, mi sono buttata iscrivendomi a un corso di teatro nelle mie zone. Lì mi si è aperto un mondo. Lì ho capito quale fosse davvero la mia strada, a cosa fossi destinata. Ho sempre percepito come un nodo dentro di me, fino a quel momento. Quel nodo finalmente ha iniziato a sciogliersi e a farmi vedere chiaramente le possibilità.
La formazione all’accademia SNCI di Firenze ha rappresentato una tappa importante del tuo percorso. Qual è l’insegnamento più prezioso che porti con te di questa esperienza?
Che bisogna credere in se stessi SEMPRE, anche quando pensiamo di non star facendo abbastanza, e ricordarsi che ogni tanto è bene guardarsi indietro e rendersi conto di quanta strada abbiamo già fatto. Mi sono sempre sentita in ritardo nella mia vita e questo è un altro insegnamento che mi porto da questa esperienza: non sono in ritardo, c’è sempre tempo per tutto. Due anni fa non avrei mai immaginato di iniziare questo percorso.
Hai preso parte a diversi cortometraggi, tra cui Sottopelle, candidato come Miglior cortometraggio al Luleå Film Festival 2026. Cosa ti ha lasciato questa esperienza dal punto di vista artistico e personale?
È stato uno dei miei primi progetti da attrice protagonista ed è stata una delle esperienze più belle di sempre, che mi ha dato ancora più forza nel continuare il percorso. Le persone che sono state dietro a questo progetto hanno creduto in me fin da subito e non posso che essergliene grata per questo. Sul set si creano legami in pochi giorni, si costruiscono ricordi indelebili e si impara tanto, soprattutto nel vedere gli altri che lavorano. E questo mi dà una forza incredibile.
Sei anche speaker di Radio Nostalgia. Cosa cambia nel modo di utilizzare la voce quando passi dalla recitazione davanti alla macchina da presa a una diretta radiofonica?
Diciamo che è molto più semplice! Ma in entrambi i casi la naturalezza è tutto. In radio non hai la possibilità di rifare qualcosa se sbagli, ed è il bello della diretta. In radio non ci sono tempi morti, devi sempre essere sul pezzo e saper cosa dire al momento giusto.
Ti occupi anche di voice-over per spot pubblicitari e produzioni audio. Quanto è importante riuscire a trasmettere un’emozione utilizzando esclusivamente la voce?
È tutto. E quando si deve usare solo la voce per arrivare a qualcuno, enfatizzare quello che si dice aiuta. Bisogna immedesimarsi in quello che si legge, essere concentrati su quello che si vuole esprimere per potersi connettere con il proprio corpo.
Tra i tuoi interessi ci sono il doppiaggio e la narrazione di audiolibri. Quale dei due mondi senti più vicino alla tua sensibilità e quale personaggio o storia ti piacerebbe un giorno interpretare attraverso la voce?
Beh, diciamo che sono mondi un po’ diversi. Li amo entrambi, ma il doppiaggio ha un posto speciale nel mio cuore e mi piacerebbe un giorno poter dare voce a un personaggio dei cartoni animati. Per quanto riguarda la narrazione di audiolibri, mi vedo già a dare voce a un romanzo fantasy!
Cinema, radio, musica e comunicazione fanno parte del tuo percorso. Esiste un ambito nel quale senti di riuscire a esprimere maggiormente te stessa oppure preferisci continuare a muoverti tra linguaggi differenti?
Il cinema, senza troppi giri di parole. Mi piace spaziare tra i vari linguaggi perché ognuno ti permette di creare qualcosa di diverso e di esprimerti in modo diverso, ma il cinema riesce a inglobarmi completamente. Mi sento libera, libera di essere ciò che voglio senza paura o vergogna.
Guardando al futuro, quali sono i tuoi prossimi obiettivi e quale sogno artistico vorresti riuscire a realizzare?
Uno dei miei obiettivi più grandi è quello di poter dare voce a un personaggio dei cartoni animati, di un film o di una serie TV. E vorrei parallelamente partecipare a progetti cinematografici che mi facciano rivedere sul grande schermo. I miei sogni più grandi sono quelli di poter recitare in un film fantasy – sono cresciuta con Harry Potter, che mi ha fatto amare il mondo magico e il genere fantasy –, essere la voce ricorrente di un’attrice e dare voce a una saga di libri.
Descriviti in tre parole.
Autocritica, curiosa, tenace.