Antonella Perillo

nasce a Salerno nel 1980 e vive oggi in Basilicata, una terra fatta di silenzi e luce che diventa parte integrante della sua sensibilità artistica. Fin dall’infanzia sviluppa un legame…

BIOGRAFIA

#Antonella Perillo

nasce a Salerno nel 1980 e vive oggi in Basilicata, una terra fatta di silenzi e luce che diventa parte integrante della sua sensibilità artistica. Fin dall’infanzia sviluppa un legame profondo con la pittura, utilizzata come spazio intimo in cui dare forma alle emozioni più profonde, trasformando stati d’animo come malinconia, inquietudine e fragilità in immagini capaci di parlare direttamente all’anima.

La sua è una ricerca libera da schemi e tecnicismi, guidata da un’urgenza espressiva viscerale che si traduce in un linguaggio autentico e personale. Al centro del suo lavoro si trova la figura femminile, interpretata come simbolo complesso e universale: forza e mistero, perfezione e vulnerabilità. Attraverso le sue opere, l’artista esplora emozioni spesso taciute, dando voce a silenzi interiori, desideri e cicatrici che appartengono all’esperienza umana.

Spirito libero e profondamente empatico, Antonella Perillo concepisce l’arte come un atto di connessione, un mezzo capace di generare risonanza emotiva in chi osserva. Per lei, ogni incontro con lo spettatore rappresenta un momento di condivisione autentica, indipendentemente dal contesto espositivo. Pur avendo presentato una propria opera in una mostra a Pechino, considera ogni sguardo che si riconosce nei suoi dipinti come un evento significativo.

Le sue opere non cercano di essere spiegate, ma vissute. Nascono in uno spazio interiore dove convivono tensioni opposte, tra tempesta e quiete, dando forma a un universo parallelo in cui l’immaginazione diventa strumento di libertà e verità.

Cos’è per te l’arte?

Un linguaggio interiore. Una forma di esistenza che non necessita spiegazioni.

Cosa rappresenta per te oggi la pittura rispetto a quando hai iniziato da bambina?

Da gesto spontaneo è diventata necessità. Oggi è un atto inevitabile.

Quanto influisce il paesaggio della Basilicata sulla tua sensibilità e sulle atmosfere delle tue opere?

Agisce in profondità. La luce, il silenzio e la rarefazione dello spazio diventano materia emotiva.

La figura femminile è centrale nella tua ricerca: nasce da un’esigenza personale o da un desiderio di raccontare qualcosa di universale?

Nasce da un’urgenza personale, ma si configura come spazio universale di riconoscimento.

Come scegli le emozioni da portare sulla tela, oppure sono loro a scegliere te?

Emergono. Il lavoro nasce come attraversamento, non come scelta.

Il fatto di non seguire tecniche precise è una scelta consapevole o una necessità espressiva?

È una necessità strutturale. La libertà non è una scelta, ma una condizione.

C’è un momento particolare della giornata in cui senti più forte il bisogno di dipingere?

Nel silenzio. Quando il tempo perde urgenza.

Quando osservi una tua opera finita, cosa provi?

Una distanza. L’opera si separa e acquisisce autonomia.

Quanto è importante per te il rapporto con chi guarda i tuoi lavori?

È parte integrante del lavoro. L’opera si completa nello sguardo.

L’esperienza della mostra a Pechino ha cambiato in qualche modo il tuo modo di vivere l’arte?

Ha confermato la natura universale del linguaggio emotivo.

Ti è mai capitato di riconoscerti in un’opera solo dopo averla completata?

Sì. La consapevolezza è spesso successiva al gesto.

C’è un’emozione che trovi più difficile da rappresentare?

La quiete. Sfugge alla necessità espressiva.

Il tuo “mondo parallelo” ha delle regole o è completamente libero?

È libero, ma attraversato da tensioni ricorrenti.

Cosa speri che una persona porti con sé dopo aver visto un tuo dipinto?

Una traccia emotiva. Un’eco.

Pensi che la tua arte stia evolvendo verso una direzione precisa o preferisci lasciarla libera?

Segue un’evoluzione non programmata, interna.

Se dovessi descrivere la tua arte in tre parole, quali sceglieresti?

Viscerale. Libera. Necessaria. La mia pittura è un atto necessario, non una scelta.

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