Ania, originaria di Fasano in Puglia, ha trasformato la tradizione culinaria della sua terra in un’arte fatta di ago, filo e passione. Wedding designer di professione, dal 2017 cuce letteralmente la Puglia in miniatura: taralli, panzerotti, frise, focacce e persino ricci di mare prendono forma attraverso la stoffa, diventando piccole sculture tessili cariche di significato e nostalgia. Nel 2021 ha registrato il marchio “Puglia di Stoffa”, un brand che racchiude l’amore per la sua regione e la voglia di raccontarla con leggerezza e creatività. Un anno dopo, nel 2022, ha inaugurato a Fasano la prima bottega di “cibo cucito” in Italia, un laboratorio dove il tessuto incontra la memoria e il gusto diventa emozione tattile.
Il suo percorso nasce da una solida formazione artistica. Diplomata presso l’Istituto d’Arte in ricamo e restauro del tessuto antico, Ania si è poi laureata in pittura e decorazione all’Accademia di Belle Arti di Lecce. Fin da bambina ha coltivato una naturale inclinazione verso l’arte e la manualità, due elementi che oggi si intrecciano nella sua produzione artigianale. L’idea del “cibo pugliese di stoffa” prende forma quasi per caso, durante un evento natalizio in un resort della zona: le era stato chiesto di realizzare manufatti che parlassero della tradizione locale, e lei scelse il cibo come simbolo perfetto della cultura e dell’identità pugliese. Da quella intuizione è nato un progetto che unisce arte, ironia e memoria affettiva.
Dietro ogni creazione c’è un lavoro complesso, fatto di sperimentazione e pazienza. Ania racconta che non sempre è facile dare vita alle idee che ha in mente: trattandosi di un settore inventato da zero, spesso deve trovare da sola soluzioni tecniche e stilistiche. Quando un progetto non riesce, si concede una pausa per poi riprendere con lucidità e intuizione, fino a trovare la giusta strada. È un processo di continua ricerca, in cui l’errore diventa occasione di crescita e le mani seguono il ritmo dell’immaginazione.
Tra tutte le sue creazioni, il riccio di mare occupa un posto speciale. È stato il primo cibo cucito e rappresenta anche il simbolo del suo brand. Insieme a lui, Ania ama particolarmente i dolci: nella vita reale, ammette sorridendo, non le riescono mai, ma riprodurli in stoffa e vedere lo stupore di chi li osserva le regala una soddisfazione unica. Ogni pezzo è pensato per evocare ricordi, per far sorridere chi lo riceve, per raccontare la Puglia in modo inedito e poetico.
Le sue “gioie di stoffa” si possono acquistare online, sui profili social di Puglia di Stoffa, oppure direttamente nella bottega di Fasano, in via Enrico Toti 23. Lì, tra fili colorati, aghi e scampoli, si respira un’atmosfera autentica, fatta di creatività e calore, dove ogni oggetto sembra racchiudere una storia.
Ma Ania guarda già oltre i confini regionali. Tra i suoi progetti futuri c’è “Italia di Stoffa”, un’estensione naturale del suo percorso artistico che punta a realizzare i piatti tipici di ogni regione italiana, trasformandoli in manufatti unici. Il sogno è quello di aprire nuovi punti vendita in altre zone del Paese, per portare ovunque la bellezza e la genuinità di un artigianato che parla di identità, appartenenza e amore per le proprie radici.
Con ago e filo, Ania tesse un racconto che profuma di mare, di pane caldo e di ricordi familiari. Le sue creazioni non sono solo oggetti, ma piccoli frammenti di Puglia che viaggiano nel mondo, custodendo nel tessuto la memoria di una terra che continua a ispirare.