Andrea Speziali

nato nel 1988 a Riccione, è riconosciuto come uno dei più autorevoli esperti di arte Liberty in Italia. Dopo il dottorato all’Accademia di Belle Arti di Urbino, ha costruito un…

BIOGRAFIA

#Andrea Speziali

nato nel 1988 a Riccione, è riconosciuto come uno dei più autorevoli esperti di arte Liberty in Italia. Dopo il dottorato all’Accademia di Belle Arti di Urbino, ha costruito un percorso poliedrico che lo ha visto protagonista in importanti contesti espositivi internazionali, tra cui l’Affordable Art Fair di Amsterdam, la collettiva della galleria Wikiarte di Bologna con Philippe Daverio, la Fiera Internazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Pechino e la 54ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, ricevendo numerosi riconoscimenti.

Autore prolifico, ha pubblicato numerosi volumi dedicati al Liberty e all’Art Nouveau, tra cui Una stagione del Liberty a Riccione, Romagna Liberty, Diletto e Armonia. Villeggiature marine Liberty e diversi titoli legati al progetto Italian Liberty, contribuendo in modo significativo alla diffusione e valorizzazione di questo patrimonio artistico. Ha inoltre curato oltre trenta mostre e tenuto centinaia di conferenze in tutta Europa, confermando una costante attività di ricerca e divulgazione.

Nel 2014 ha fondato il portale “Italia Liberty”, con l’obiettivo di censire e promuovere le architetture liberty presenti sul territorio italiano, da cui è nato anche il Concorso Fotografico e Video Italian Liberty e una serie di pubblicazioni dedicate. A questo ambito si collegano ulteriori progetti editoriali e divulgativi, tra cui studi monografici come quello su Giuseppe Sommaruga e il volume The World of Art Nouveau, da cui sono nate anche le omonime piattaforme social dedicate alla diffusione globale di questo stile.

Le sue ricerche hanno portato a importanti scoperte nel campo del Liberty, come gli affreschi di Emile Hurtré a Correggio, la tela Primavera di Pietro Melandri a Faenza e la cabina di ascensore proveniente dalla Casa Batlló di Gaudí a Barcellona. Di rilievo è anche il suo lavoro su Mirko Vucetich, culminato in pubblicazioni, mostre e progetti espositivi che hanno contribuito alla riscoperta dell’artista.

Parallelamente all’attività di storico e divulgatore, Speziali ha collaborato con importanti testate giornalistiche e riviste scientifiche, tra cui Il Resto del Carlino, Il Sole 24 Ore, Repubblica e Abitare del Corriere della Sera. Nel 2021 ha intrapreso anche un percorso musicale come compositore, pubblicando diversi album su piattaforme digitali, e nel 2023 ha avviato il podcast “Fatti d’Arte & Cultura”, dedicato alla narrazione e all’approfondimento dell’arte del Novecento e dell’attualità culturale.

Cos’è per te l’arte?
Per me l’arte è prima di tutto l’espressione in materia del genio creativo di chi produce, è testimonianza: una traccia concreta del pensiero umano, come una fotografia dell’ambiente che ci circonda capace di definire tramite creazioni, passo dopo passo il tempo, i secoli con le sue carateristiche. Una voragine di estetica che non si deve definire ne “bello ne brutto”, bensì un linguaggio capace di raccontare società, aspirazioni e contraddizioni. L’arte è anche uno strumento di conoscenza, un ponte tra epoche diverse che ci permette di leggere il presente con maggiore consapevolezza.

Come nasce il tuo interesse per l’arte Liberty e cosa ti ha spinto a farne il fulcro della tua ricerca?
L’interesse per il Liberty nasce quasi per prossimità geografica e affettiva: vivere in una città votata all’euforia come Riccione, a pochi passi da architetture simbolo come Villa Antolini, ha acceso una curiosità precoce. Da lì è maturata una vera e propria vocazione. Ho scelto di dedicarmi alla corrente artistica Art Nouveau perché per lungo tempo è stato uno stile sottovalutato in Italia – considerando il distacco ventennale dagli studi di Rossana Bossaglia – spesso dimenticato o poco studiato, nonostante la sua straordinaria diffusione e qualità.

Tra le numerose scoperte che hai fatto, quale consideri la più significativa e perché?
Ogni scoperta ha un valore particolare, ma alcune hanno avuto una risonanza più ampia, come il ritrovamento degli affreschi di Émile Hurtré o la cabina d’ascensore appartenuta alla Casa Batlló di Gaudí. Questi episodi dimostrano quanto il patrimonio Liberty sia ancora in parte inesplorato e quanto possa sorprendere, anche a livello internazionale. La felicità di ricoprire le copertine di quotidiani, mensili e settimanali nonchè radio e tv tra Spagna e Italia è stata una gioia senza eguali nel portare felicità e curiosità tra titoli di cronaca nera. Ricordo testate come ABC, Le Monde, El Mundo, El Paìs, Ara, Corriere, Repubblica e via dicendo che tra un’intervista e un commento hanno traghettato la bellezza dell’Art Nouveau nei loro spazi incuriosendo anche le anime più tetre sommerse dall’infelicità della cronaca nera. A Rimini che mi diede ai natali posso solo ricordare il disegno di Galileo Chini che accreditava la mia attribuzione di ceramiche a lustro che decoravano villa Lydia. Oggi quell’acquerello appartenuto a Vieri Chini è nei Musei Civici. Ricordo lo stupore di quando per caso venne esposto ad una msotra senza che nessuno sapesse di cosa si trattasse!. Io attribuvo per certo in “Romagna Liberty” l’opera all’autore toscano già cinque anni prima della prova regina.

In che modo il progetto “Italia Liberty” ha cambiato la percezione di questo stile nel pubblico contemporaneo?
Omonimo all’associazione “Italia Liberty” fondata nel 2019 ha avuto il merito di creare una rete: censire, raccontare, valorizzare. Ha trasformato il Liberty da stile “di nicchia” a fenomeno riconoscibile dal grande pubblico. Attraverso pubblicazioni, premi foto e video, social e attività digitali, è diventato un punto di riferimento per studiosi, appassionati e curiosi. Basti pensare che il gruppo e pagine social “The Wordl Art Nouveau” contano solo li oltre un milione di seguaci attirando l’attenzione di persone di ogni ordine e grado.

Come riesci a conciliare il lavoro di storico, curatore, divulgatore e autore?
Insegno nella scuola secondaria di secondo grado presso il Liceo Volta-Fellini di Riccione, lo stesso istituto in cui mi sono diplomato. Oggi svolgo il mio lavoro con tre abilitazioni, dalla grafica al sostegno (sia per la scuola media che superiore), che non considero ambiti distinti, ma parti di un unico percorso coerente. La ricerca e la divulgazione, infatti, si alimentano reciprocamente: la prima arricchisce la seconda, mentre la seconda genera nuovi stimoli per approfondire e indagare. Fondamentali sono l’organizzazione e, soprattutto, la passione: senza quest’ultima, sarebbe impossibile sostenere un impegno così intenso e articolato. Ho viaggiato il mondo e sono sempre alla scoperta di cose nuove, Ma la verità è che c’è già tutto, solo promuovere quello che fa trend !

Qual è, secondo te, l’elemento più attuale dell’Art Nouveau nel mondo di oggi?
Palazzo dell’Obelisco di Torino. L’idea di totalità. Il Liberty nasce come arte totale, capace di coinvolgere architettura, arti decorative, grafica e design. Oggi, in un’epoca di contaminazioni interdisciplinari, questo approccio è più attuale che mai.

Il tuo percorso include anche la musica: che relazione esiste tra la tua produzione musicale e la tua ricerca artistica?
La musica è un’estensione della mia sensibilità artistica. I miei lavori musicali, come “Inedito Novecento”, in questo caso prodotta per l’omonima mostra ai Magazzini del Sale di Cervia dove ho portato dipinti da Boccioni, Balla, De Pisis, Corazza, Neri Pozza e Mirko Vucetich nascono da suggestioni visive e storiche: è un modo diverso di raccontare l’arte, attraverso il suono anziché l’immagine o la parola.

Quanto è importante oggi la divulgazione digitale, tra social e podcast, per avvicinare le nuove generazioni all’arte?
È fondamentale. I social e i podcast sono strumenti potentissimi, se utilizzati con rigore. Il podcast “Fatti d’Arte & Cultura” nasce proprio con l’intento di rendere accessibile la storia dell’arte contemporanea, senza banalizzarla. In una recente puntata raccontavo il mio disappunto nei confronti di Elon Musk per la modifica delle regole relative alle “spunte blu”. Un badge che mi era stato assegnato dalla precedente amministrazione come tante aptre piattaforme social. La questione mi ha toccato da vicino, anche perché in passato ero stato selezionato da Binance come unico artista contemporaneo italiano all’interno di una ristretta cerchia di figure influenti nel mondo delle criptovalute, accanto a personalità di rilievo internazionale, tra cui lo stesso Musk e sua madre. Proprio per questo coinvolgimento diretto, il cambiamento delle regole mi è sembrato poco coerente rispetto al riconoscimento e al valore attribuito inizialmente a determinati profili. Si è perso il valore simbolico ed è venuta a meno la sicurezza a mio avviso.

C’è un artista o un’architettura Liberty che ritieni ancora sottovalutato e che meriterebbe maggiore attenzione?
Molti. Penso ad esempio a figure come Mirko Vucetich, la cui riscoperta tramite l’unica monografica intitolata “Mario Mirko Vucetich (1898-1975). Architettura, scultura, pittura, disegno” (Silvana 2020) che ho scritto in dodici anni di ricerche incredibili tanto che l’amico Vittorio Sgarbi nel saggio di presentazione la batteza una monografia definitiva e unica, dimostra quanto il Novecento italiano sia ancora ricco di personalità da approfondire. Anche molte architetture minori, disseminate nelle province italiane, attendono una piena valorizzazione.

Qual è stata la sfida più complessa nell’organizzazione di una mostra o di un progetto curatoriale?
La difficoltà maggiore è spesso quella di coniugare rigore scientifico e accessibilità. Una mostra deve essere allo stesso tempo corretta dal punto di vista storico e capace di coinvolgere il pubblico. Non è un equilibrio scontato. Ci vuole anche l’elemto d’appeal !. A oggi sono oltre quaranta le mostre che ho curato nel mondo e ciascuna ha un suo perchè. Ho preso aprte anche in comitati scientifici portando il mio contributo come cultore dell’Art Nouveau, ma di sicuro quelle che ho curato con la mia associazione restano le più emozionanti come “Romagna Liberty” alla Galleria Montparnasse in viale Ceccarini dove esposi una tela di Gustav Klimt. A oggi devo dire che il destino mi ha dato appuntamento con la sfida più grande della vità nel campo scientifico. Se già avevo censito 40.000 edifici Art Nouveau nel mondo (vedi il catalogo di ANW), a luglio prossimo per l’ottava edizione di Art Nouveau Week posso dire di conquistare il mondo!. Non come fecero Hitler o Mussolini, con armi ben diverse – parlo della bellezza del Liberty – perchè nemica della paura e riesce a conquistare più di quanto ci si immagini in una società abituata alle tenebre che aspetta la luce della grande bellezza. Parlo di Art Nouveau Week, un festival dal 8 al 14 luglio che come ogni anno a partire dal 2019 nel 2016 con il tema del Mare come filo conduttore vede un palinsesto di 700 eventi in oltre 300 città nel mondo. Organizzato e promosso dall’associazione Italia Liberty che ho ideato e fondato dopo decenni dalla pubblicazione del portale culturale

Guardando al futuro, quali nuovi progetti o direzioni pensi di sviluppare nella tua ricerca?
Guardando al futuro, intendo proseguire il lavoro di ricerca e divulgazione a livello internazionale attraverso le Giornate Mondiali “World Art Nouveau Day” il 10 giugno, “World Art Déco Day” il 28 aprile e l’Art Nouveau Week, coinvolgendo sempre più studiosi, istituzioni e pubblico. Dopo il tema del mare previsto per il 2026, stiamo già lavorando al 2027, che sarà dedicato alla pietra, come nuovo filo conduttore per approfondire il linguaggio e i materiali dell’Art Nouveau. Parallelamente continuerò lo sviluppo di progetti editoriali e scientifici, ampliando la mappatura e lo studio del patrimonio Liberty su scala globale. Di queste due giornate mondiali ho progettato anche i loghi oltre qualche evento culturale celebrativo. Il futuro è nella dimensione internazionale: ampliare lo sguardo oltre i confini italiani e continuare a costruire una rete globale sull’Art Nouveau. Parallelamente, proseguirà il lavoro di censimento e valorizzazione del patrimonio ancora nascosto.

Descriviti in tre parole.
Creativo, la cui percenutale è incalcolabile. Curioso. Determinato. Visionario. 100% al quadrato di creatività.

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