classe 1992, vive in provincia di Varese, dove ha trasformato un semplice box auto nel suo laboratorio creativo. Fin da bambino è animato da una curiosità irresistibile per la costruzione e lo smontaggio degli oggetti, un impulso che lo ha portato negli anni a inventare e realizzare ogni sorta di marchingegno: dai primi robot che avanzavano in linea retta ad armi giocattolo, aeroplani a molla e perfino un motore a vapore, che però non ha mai funzionato.
Dopo il liceo intraprende subito un percorso pratico, lavorando con il legno. Durante la gestione di un piccolo negozio di birra artigianale, in cui produceva cassette di legno per le bottiglie, comprende che la sua vera inclinazione è la manualità, non il commercio. Da quell’intuizione nasce il suo percorso nella scultura e nella falegnameria. Inizialmente si dedica alla creazione di arredamenti dal carattere artistico, ma con l’esperienza sceglie di abbandonare le grandi produzioni per concentrarsi su oggetti unici, personali e di dimensioni ridotte.
Attraverso un lungo periodo di sperimentazione con materiali e tecniche diverse, individua la strada che sente davvero sua. Il risultato di questo processo evolutivo sono i suoi “automi”, piccole opere meccaniche che diventano il fulcro della sua attività. Tre anni fa — quattro considerando un iniziale periodo di stallo — dà vita a Stoccafisso Design, un progetto che decide di sviluppare esclusivamente online, tra vendite in rete e comunicazione sui social.
La costruzione di questi giocattoli meccanici diventa il suo lavoro a tempo pieno, anche se una parte consistente delle sue giornate è dedicata alla gestione digitale: spedizioni, montaggi video e creazione di contenuti. Nato su Instagram, il progetto si espande poi su TikTok e YouTube, aumentando visibilità e impegno creativo.
I suoi lavori spaziano tra i temi più vari, spesso ispirati da scenette che lo divertono o da idee così complicate da farlo sorridere mentre pensa: “Perché nessuno l’ha mai fatta?”. E, una volta realizzata, scopre il motivo. Ogni automa nasce da uno studio accurato del character design, guidato da semplicità, materiali poveri e finiture essenziali. Attraverso piccoli movimenti, lascia che siano le sue sculture a parlare, esprimendo con leggerezza e ironia ciò che vuole raccontare.
Quando e come è iniziato il tuo percorso artistico? E la tua passione per il legno e la creazione di automi?
La passione per “creare” nasce tanto tempo fa, sin da quando ero ragazzino creavo tante cose differenti. Il legno è sempre stato un materiale che mi ha attratto particolarmente.
Puoi descrivere il tuo processo creativo? Come scegli il legno e come decidi cosa creare? Hai una preferenza per un tipo specifico di legno o altri materiali?
Il processo creativo è abbastanza semplice, penso a un soggetto che ho voglia di fare, lo penso mentalmente, raramente faccio progetti. Di solito lo penso e realizzo il giorno stesso, dato che creo circa uno o due nuovi contenuti a settimana, quindi vado abbastanza rapido con l’ideazione. I meccanismi sono più o meno sempre gli stessi quindi ormai li conosco a memoria e non ho necessità di studiarli su carta. Uso esclusivamente legno di abete, perchè è economico, facile da lavorare e da trovare e mi piace molto come colore e venatura. Mentre per i meccanismi uso legno di faggio o quercia, perchè alcune parti meccaniche devono essere più robuste.
Cosa rende il legno così speciale per te rispetto a materiali come il ferro battuto, il vetro o la ceramica?
So lavorare tanti materiali differenti, nel corso del tempo ho fatto tante esperienze diverse. Mi piace molto lavorare anche altri materiali, la scelta del legno è esclusivamente una questione di comodità e di esperienza, in realtà nei miei automi uso molti materiali differenti, come filo di ferro, tessuto, corda, lana sintetica, carta, plastica ecc.. ovviamente si nota meno del legno che è la componente fondamentale.
Spesso parli di elementi dark e macabri nelle tue creazioni. Cosa ti attrae di queste tematiche e come riesci a integrarle con la bellezza naturale del legno?
Spesso utilizzo degli scheletri o dei fantasmi come personaggi, ma generalmente li utilizzo sempre per creare scene allegre e divertenti o non necessariamente macabre. Penso che siano dei soggetti molto versatili per comunicare certi pensieri, come la semplicità l’innocenza e la spensieratezza, ex-persone che non si curano più dei problemi dei mortali, come accade in alcuni dei mie lavori in cui ho rappresentato uno scheletro che fa volare un aquilone o in cui c’è un fantasma che annaffia i fiori della sua tomba.
Come è nata l’idea di trasformare la tua passione in una professione e come è cresciuta la tua azienda Stoccafisso Design nel corso degli anni?
Stoccafisso design nasce a seguito della volontà di trasferire completamente online la mia attività di falegnameria, nel tempo è cresciuta molto tanto da diventare la mia attività a tempo pieno. Mentre la mia attività di falegnameria nasce più di 11 anni fa, da quando ho deciso di dedicarmi a quello appena finito il liceo. Ho cominciato con alcuni attrezzi per poi rendere sempre più completo il mio laboratorio.
Hai clienti da tutto il mondo, in particolare collezionisti dagli Stati Uniti, Germania e Inghilterra. Come hai costruito questa rete internazionale e quali sono le richieste più comuni?
Esattamente, il 90% dei miei clienti è degli USA, vendo i miei lavori su un sito web di nome Etsy, che è molto usato negli USA, quindi le mie vendite sono li principalmente per questo motivo. Al momento non accetto più richieste personalizzate perchè ho deciso di dedicarmi esclusivamente alla produzione di contenuti social e a quella dei pezzi che vanno per la maggiore sul mio negozio Etsy. I pezzi che vendo maggiormente sono quelli raffiguranti topi o gamberetti.
Hai piani specifici per espandere la tua presenza in Giappone o in altri mercati internazionali?
Attualmente vendo spesso in Asia, principalmente Taiwan, Hong-Kong, Giappone.
Quali sono i tuoi obiettivi a lungo termine per Stoccafisso Design?
Voglio dedicarmi maggiormente a YouTube, creare contenuti per questa piattaforma è molto impegnativo, per instagram/tiktok è questione di 1 / 2 giorni, mentre per youtube parliamo anche di 1 o 2 settimane
Come bilanci l’innovazione con il rispetto per le tecniche e le tradizioni artigianali? Ci sono nuove tecnologie o metodi che vorresti sperimentare?
Non sono un tradizionalista della tecnica, cerco sempre l’innovazione. Attualmente ho sostituito completamente degli attrezzi, come sega a nastro o traforo, con taglierine laser, che semplificano moltissimo il processo, lo rendono più preciso, veloce, ripetibile e sicuro, dato che si lavora senza mettere vicino le dita. In futuro mi piacerebbe avere anche dei pantografi a controllo numerico, ma al momento non ho sufficiente spazio in laboratorio per installare queste macchine.
L’uso di legno di riciclo è una scelta consapevole per ridurre l’impatto ambientale? Come ti assicuri che la tua produzione sia sostenibile?
Non faccio utilizzo di legno di recupero, ma essendo lavori molto piccoli, la quantità di legno che consumo è davvero minima, non ho fatto dei calcoli precisi in merito, ma penso che si parli di meno di un metro cubo di legno a trimestre, per intenderci meno della quantità di legno che ci può essere in un mobile ogni tre mesi.