Ambra Gazzola

è un’artista autodidatta di Piacenza. Nella vita professionale lavora nell’ambito della programmazione informatica, ma affianca da sempre a questo percorso una profonda passione per il disegno e la pittura, che…

BIOGRAFIA

#Ambra Gazzola

è un’artista autodidatta di Piacenza. Nella vita professionale lavora nell’ambito della programmazione informatica, ma affianca da sempre a questo percorso una profonda passione per il disegno e la pittura, che dal 2022 è diventata un impegno costante e fondamentale del suo tempo creativo.

Il suo percorso artistico si sviluppa attraverso lo studio personale e l’osservazione attenta del lavoro di altri pittori, in un processo di apprendimento graduale orientato al perfezionamento della tecnica. La sua ricerca attuale si concentra sulla resa dei volumi e su un uso consapevole del colore, con l’obiettivo di conferire solidità e concretezza alle figure rappresentate sulla tela.

Nonostante l’inizio relativamente recente del suo cammino artistico, ha già ottenuto riscontri positivi. Ha partecipato per due anni al concorso “Diara Arte e Colori” in provincia di Piacenza, ricevendo il Premio Popolare, e ha preso parte a diverse mostre collettive, oltre a una mostra bipersonale.

È membro del gruppo artistico “La Via degli Artisti”, una realtà attiva nel territorio piacentino con cui condivide la partecipazione a eventi e manifestazioni culturali locali. Ambra Gazzola considera la pittura un percorso di crescita continua e pone come obiettivo principale quello di migliorare costantemente, cercando di trasmettere nelle sue opere una visione attenta e una cura tecnica coerente con il suo approccio alla pratica artistica.

Cos’è per te l’arte?

Per me l’arte è prima di tutto una fonte di relax e di gioia. È quel momento in cui mi dedico completamente a me stessa, lasciando fuori tutto il resto per concentrarmi solo sulla creazione.

In che modo il tuo lavoro nella programmazione informatica influenza, anche indirettamente, il tuo approccio alla pittura e alla struttura dell’immagine?

Anche se tengo i due mondi separati, il mio lavoro mi ha insegnato la precisione. Nella pittura questo si traduce nel desiderio di studiare bene la struttura dell’immagine prima di iniziare, per assicurarmi che l’opera abbia una base solida su cui costruire.

Quando hai sentito che la pittura non era più solo una passione, ma una necessità espressiva costante?

È successo nel 2022 grazie a un episodio particolare. Mi sono ritrovata con diversi giorni di ferie arretrate da recuperare e ho iniziato ad aiutare mio zio a ridipingere il suo trattorino, che lui avrebbe poi portato nella sua casa in montagna. Proprio mentre lo aiutavo, ho scoperto quanto mi piacesse il gesto fisico di stendere il colore; da quella scintilla ho iniziato a dipingere seriamente e la pittura è diventata una necessità quotidiana.

Cosa ti affascina maggiormente nello studio dei volumi e come questo interesse guida le tue scelte compositive?

Mi piace mettermi alla prova con opere difficili, dove i volumi e le ombre sono complessi da rendere. La sfida di far sembrare tridimensionale qualcosa che è dipinto su una superficie piatta mi dà un’enorme soddisfazione, specialmente quando il risultato finale viene bene.

Il colore per te è uno strumento descrittivo o emotivo, o una sintesi delle due cose?

È una sintesi, ma con un approccio molto tecnico. Sono estremamente puntigliosa nella ricerca della tonalità esatta: non mi accontento dei colori pronti perché sento che non corrisponderebbero mai alla sfumatura che ho in mente. Per questo motivo, mi creo personalmente ogni colore partendo direttamente dai primari; questa fase mi permette di ottenere esattamente la vibrazione cromatica che cerco.

Quanto conta l’osservazione del lavoro di altri artisti nel tuo processo di crescita rispetto alla sperimentazione personale?

Moltissimo. Essendo autodidatta, lo studio delle opere di altri pittori e i tutorial tecnici sono la mia scuola. Guardo come risolvono certi passaggi e poi cerco di applicarli e sperimentarli a modo mio sulla tela.

Cosa rappresentano per te i riconoscimenti come il Premio Popolare e in che modo hanno influenzato la tua motivazione?

Ricevere complimenti e vincere premi basati sul voto del pubblico è una soddisfazione immensa. Sapere che quello che dipingo arriva alle persone è lo stimolo principale che mi spinge a migliorare sempre.

Che differenza hai percepito tra l’esperienza delle mostre collettive e quella della mostra bipersonale?

La collettiva è un bel momento di condivisione con altri colleghi, mentre nella bipersonale ho potuto mostrare meglio la mia identità e il mio stile personale, creando un legame più diretto con i visitatori.

Cosa significa far parte di una realtà come “La Via degli Artisti” e quanto è importante per te il confronto con altri artisti?

Significa non essere soli. È un gruppo molto attivo nel piacentino che mi permette di confrontarmi con altri artisti della zona, scambiare pareri tecnici e partecipare insieme a vari eventi artistici locali.

Qual è la sfida più grande che senti di dover affrontare nel tuo percorso artistico attuale?

La sfida più grande è alzare sempre l’asticella. Ogni volta che inizio un nuovo quadro cerco un soggetto più complesso del precedente per testare i miei limiti e vedere fin dove posso arrivare.

Cosa vorresti che l’osservatore cogliesse, anche solo istintivamente, davanti alle tue opere?

Vorrei che sentisse la cura e la passione che ci metto. Mi farebbe piacere se chi guarda un mio quadro provasse la stessa piacevole sensazione di serenità e soddisfazione che provo io mentre lo dipingo.

Descriviti in tre colori.

Blu: per la calma, la concentrazione e la logica. Oro: un colore che uso spesso ultimamente perché dona un tocco di classe, eleganza e “chic”; abbellisce ogni mia opera. Giallo: per la gioia e la luce che la pittura regala alle mie giornate.

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