Alessia Lasorsa

è una scrittrice, correttrice bozze e ghostwriter. La sua carriera professionale è iniziata nel 2017, classificandosi prima a un concorso regionale di poesia e letteratura “Rocco Aiuciello”. Nel 2022 ha…

BIOGRAFIA

#Alessia Lasorsa

è una scrittrice, correttrice bozze e ghostwriter. La sua carriera professionale è iniziata nel 2017, classificandosi prima a un concorso regionale di poesia e letteratura “Rocco Aiuciello”. Nel 2022 ha pubblicato il suo primo libro in autoedizione dal titolo “Nelle notti più buie, tu sei luce” e, l’anno successivo, il suo secondo romanzo “L’ultimo frammento di cuore” edito Aletti. Ha collaborato, nel settembre 2023, alla scrittura, correzione e realizzazione del magazine ufficiale della serie tv “Mare Fuori” e si è dedicata per un periodo al giornalismo. “Il coraggio di essere Robin” è il suo terzo libro, pubblicato a Novembre 2025 con la casa editrice Scatole Parlanti. Collabora con Istituti di istruzione di primo e secondo grado, attraverso presentazioni dei suoi libri e laboratori di scrittura creativa.

Cos’è per te la scrittura e quale spazio occupa oggi nella tua vita?

Per me la scrittura è sempre stata un rifugio e un mezzo di decodifica della realtà. È il luogo sicuro in cui le emozioni più complesse o disordinate riescono a trovare una forma, un senso e una direzione. Oggi la scrittura occupa uno spazio centrale e totalizzante nella mia vita: non è più soltanto un’esigenza interiore o una passione quotidiana, ma è diventata a tutti gli effetti la mia professione, la mia routine e il canale principale con cui mi metto in contatto con il mondo e con gli altri.

Il tuo percorso professionale è iniziato nel 2017 con la vittoria al concorso regionale di poesia e letteratura “Rocco Aiuciello”. Che ricordo conservi di quel momento e quanto ha influenzato le tue scelte successive?

Conservo un ricordo vivo, pieno di stupore e di una forte scarica di adrenalina. Fino a quel momento la scrittura era qualcosa di esclusivamente mio, vissuto nell’intimità della mia stanza. Vincere quel concorso è stato un punto di svolta: ha rappresentato la prima, vera conferma esterna che ciò che mettevo su carta riusciva ad arrivare al cuore delle persone. Mi ha dato la consapevolezza e il coraggio necessari per dire a me stessa che le parole potevano non essere soltanto un passatempo o un modo per esprimere ciò che sentivo, ma anche e soprattutto la strada su cui costruire il mio futuro.

Nel 2022 hai pubblicato il tuo primo libro, “Nelle notti più buie, tu sei luce”. Quando hai capito che era arrivato il momento di trasformare la scrittura in un progetto editoriale concreto?

L’ho capito nel momento in cui quelle pagine hanno smesso di appartenere soltanto a me. Sentivo che la storia e le emozioni raccolte in quel manoscritto avevano raggiunto una loro maturità e che tenerle chiuse in un cassetto sarebbe stato una sorta di atto di egoismo. C’era il desiderio profondo di condividere una speranza: mostrare che anche nei momenti di maggiore oscurità si può trovare una luce. Quando l’urgenza di comunicare ha superato la paura di espormi e di giudicarmi, ho capito che era il momento di fare il salto verso la pubblicazione. Quel libro è stato e continua ad essere il mio primo Sì alla vita.

Da “Nelle notti più buie, tu sei luce” a “L’ultimo frammento di cuore”, fino a “Il coraggio di essere Robin”: come è cambiata Alessia Lasorsa come scrittrice attraverso questi tre libri?

È stato un processo di profonda evoluzione e maturazione. Con “Nelle notti più buie, tu sei luce” mi sono affacciata al mondo editoriale guidata soprattutto dall’istinto e dall’urgenza emotiva. Con “L’ultimo frammento di cuore” ho iniziato a strutturare meglio l’intreccio, lavorando sulla complessità dei personaggi e sulla cura dello stile. Con “Il coraggio di essere Robin” sento di aver raggiunto una maggiore consapevolezza tecnica e narrativa: ho imparato a scavare più a fondo nelle fragilità umane, ad accettare le imperfezioni e a trattare temi delicati con un equilibrio più solido. Se prima scrivevo per liberarmi di qualcosa, oggi scrivo per costruire ponti con chi legge.

Nel 2023 hai collaborato alla scrittura, alla correzione e alla realizzazione del magazine ufficiale della serie televisiva “Mare Fuori”. Che esperienza è stata e cosa ti ha lasciato professionalmente?

È stata un’esperienza travolgente, dinamica e stimolante. Lavorare su un prodotto legato a un fenomeno culturale di quella portata mi ha insegnato la gestione dei ritmi serrati e la precisione del lavoro di redazione. Professionalmente mi ha lasciato una grande elasticità mentale: mi ha dimostrato come la scrittura sappia declinarsi in tantissimi linguaggi differenti, mantenendo sempre alta l’attenzione verso il target di riferimento.

Sei scrittrice, correttrice di bozze e ghostwriter. Quanto è difficile mettere da parte la propria voce quando si scrive per qualcun altro?

All’inizio è un’operazione complessa, che richiede molta disciplina. Fare la ghostwriter richiede una forma di “empatia camaleontica”: bisogna letteralmente spogliarsi del proprio stile, delle proprie abitudini sintattiche e delle parole che ci sono più care per vestire i panni di qualcun altro. Non si tratta di annullarsi, ma di mettersi al servizio di una storia altrui. Con il tempo e la pratica diventa un esercizio incredibilmente arricchente, che mi permette di esplorare mondi e registri che altrimenti non toccherei mai.

“Il coraggio di essere Robin” è il tuo terzo libro. Da dove nasce questa storia e quale messaggio vorresti arrivasse maggiormente ai lettori?

Questa storia nasce dalla riflessione su quanto spesso ci sforziamo di essere i “protagonisti infallibili” delle nostre vite, finendo per nascondere le nostre fragilità sotto una maschera. Nasce dalla voglia di dare voce a chi si sente un “secondo”, a chi vive all’ombra o “dietro le quinte”, o a chi si sente costantemente imperfetto. Il messaggio che mi sta più a cuore è che c’è una straordinaria bellezza e una grande forza nella vulnerabilità: non serve essere sempre Batman o l’eroe imbattibile per valere qualcosa; ci vuole immensamente più coraggio ad accettare i propri limiti e a mostrare le proprie fragilità.

Hai avuto anche un’esperienza nel giornalismo. Esistono punti di contatto tra scrittura giornalistica e narrativa oppure sono, per te, due mondi completamente differenti?

Hanno regole e strumenti diversi, ma condividono la stessa radice: la ricerca della verità e la capacità di raccontarla. Il giornalismo mi ha insegnato il valore della sintesi, del rispetto dei fatti, dell’oggettività e della verifica. La narrativa, d’altro canto, si nutre di imprecisioni umane, sfumature ed emozioni. Il punto di contatto sta nell’empatia con la storia e con il lettore: che si tratti di un fatto di cronaca o di una storia inventata, il cuore della scrittura resta sempre la capacità di restituire un’esperienza umana in modo vivido e autentico.

Collabori con scuole di primo e secondo grado attraverso presentazioni e laboratori di scrittura creativa. Che rapporto hanno oggi i più giovani con la lettura e la scrittura e cosa cerchi di trasmettere loro durante questi incontri?

Contrariamente a certi stereotipi, trovo nei ragazzi una fame incredibile di storie ma, soprattutto, di ascolto. Il loro rapporto con la lettura e la scrittura è spesso solo penalizzato da un approccio scolastico talvolta percepito come dovere. Io, nel mio piccolo, cerco di far capire loro che la scrittura è uno strumento libero per esprimere ciò che hanno dentro senza essere giudicati, ed ecco che si aprono in modo sorprendente. Negli incontri cerco di trasmettere loro proprio questo: la scrittura non è un esercizio da voto, ma un superpotere per conoscersi, liberarsi e manifestare un pensiero rispetto a ciò che spesso non riescono a dire a voce alta.

Quali sono i tuoi prossimi progetti e c’è una storia che sogni ancora di riuscire a raccontare?

Sto lavorando a nuove idee narrative che esplorano dinamiche relazionali e personali ancora più profonde, oltre a continuare le mie attività editoriali e i laboratori nelle scuole. Il quarto romanzo è quasi pronto e ha già un titolo, uscirà nel 2027. Un altro sogno nel cassetto che ho da sempre è scrivere un libro che riesca ad intrecciare generazioni diverse, mettendo a confronto il vissuto dei giovani di oggi con quello dei loro nonni, per scoprire come sono cambiati i linguaggi dell’amore e della memoria nel tempo.

Descriviti in tre parole.

Inguaribile sognatrice, determinata, creativa.

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