nato a Milano il 31 gennaio 1992, è pittore, critico e curatore d’arte presso l’Osservatorio dell’Arte. La passione per la pittura lo accompagna da sempre e si manifesta fin dagli esordi in una ricerca astratta che lo porta a diventare caposcuola del concetto di Astrattismo Bipolare.
Nel corso della sua carriera artistica ha esposto le proprie opere in numerose città del mondo, da Milano a Roma, da Londra a Berlino, fino a Pechino e agli Stati Uniti, riscuotendo un significativo successo e ottenendo spazio all’interno di cataloghi di arte contemporanea italiana. La sua pittura si fonda sull’accostamento cromatico e su un continuo e repentino mutamento delle sfumature, concepite per generare nello spettatore un’altrettanto rapido cambiamento emotivo. È proprio da questa tensione percettiva che nasce la definizione di Astrattismo Bipolare, inteso come esperienza visiva capace di stimolare stati d’animo contrastanti.
Parallelamente all’attività di artista, Alessandro Maria Zucca opera come critico e curatore, dedicandosi alla crescita artistica degli autori che si avvicinano all’Osservatorio dell’Arte. All’interno di questa realtà, gli artisti vengono seguiti passo dopo passo nel loro percorso personale e professionale, grazie al supporto di una rete di figure specializzate, tra cui il direttore artistico, critico e curatore Federico Caloi.
Cos’è l’arte per te?
L’arte è semplicemente vita. Non è un modo di vivere, non è una passione né un hobby, l’arte è VITA in continuo mutamento.
Come nasce il concetto di Astrattismo Bipolare e quali esigenze espressive l’hanno portata a definirlo come movimento?
L’astrattismo bipolare nasce grazie alla creazione di un mio dipinto (rosa la luce d’estate). Mi accorsi che i colori erano troppo netti e troppo poco sfumati, così iniziai a sfumare tra di loro i colori, sempre di più sempre di più fino a creare più sfumature le une sopra le altre. Facendo così riuscii a vedere che nello stesso dipinto l’osservatore poteva avere più visioni e soprattutto più sbalzi di umore in base alla parte che stava osservando del dipinto. Ecco perché ho voluto associare il l’astrattismo al bipolarismo. Facendo nascere così il termine di ASTRATTISMO BIPOLARE, una visione in continua mutazione di stati d’animo derivati dal continuo cambio di sfumature.
In che modo il colore e il mutamento delle sfumature influenzano il coinvolgimento emotivo dello spettatore nelle sue opere?
Quanto hanno inciso le esperienze espositive internazionali sul suo linguaggio pittorico e sulla sua visione dell’arte contemporanea?
Le esperienze all’estero hanno inciso moltissimo sulla mia strada artista. Potendomi confrontare con artisti provenienti da tutto il mondo ho potuto cambiare molto il mio modo di vedere l’arte e soprattutto di realizzarle. In Italia ed Europa ho esposto principalmente opere pittoriche, mentre negli USA prediligo esporre opere concettuali “fastidiose” che possano portare anche del “disagio” visivo. Questo perché ritengo che l’arte concettuale debba servire per creare polemica.
Qual è il confine, per lei, tra il ruolo di artista e quello di critico e curatore, e come dialogano queste due dimensioni nel suo percorso?
L’artista è il critico di sé stesso, presso la figura del critico o curatore viene idealizzata solo come una figura che si dedica alla parte concettuale e critica, essere entrambi invece mi permette di creare ed auto criticarmi ed allo stesso tempo poter aiutare gli artisti a confrontarsi con una figura che si dedica a 360 gradi all’arte, quindi non solo criticandola ma soprattutto creandola. Quindi non esiste un confine stabilito tra uno e l’altro. Mi piace che tra i due vi sia un confronto invece, le idee di uno possono aiutare le creazioni dell’altro.
Nel lavoro all’Osservatorio dell’Arte, quali sono gli aspetti fondamentali che ritiene indispensabili per la crescita di un artista emergente?
L’Osservatorio dell’arte crede fortemente nella crescita degli artisti, soprattutto se emergenti. L’artista emergente non solo deve essere seguito passo dopo passo durante il suo percorso, ma deve avere un curatore che lo indichi verso una via giusta e corretta per arrivare ad avere un successo nel tempo, un successo artistico ma soprattutto un successo personale. Ovviamente Osservatorio dell’arte è aperto al dialogo con l’artista, ascolta i suoi progetti i suoi sogni e osserva costantemente i suoi lavori. Il compito del curatore di Osservatorio dell’arte è quello di creare un continuo e costante contatto con l’artista. Il sentirsi periodicamente aiuta sia il curatore ma soprattutto l’artista ad avere una figura che lo aiuta a capire se i lavori possano avere o no un mercato, lo aiuta nella sua crescita professionale indicando quali possano essere le mostre più o meno adatte all’artista. In fine l’artista con accanto una figura competente come un curatore può avere la certezza di essere sempre seguito da una persona che crede fortemente in lui e nel suo lavoro, consigliandolo sulle scelte artistiche stilistiche e lavorative, fino a portarlo a realizzare opere e mostre museali.
C’è un’opera o una fase della sua produzione che considera particolarmente rappresentativa della sua ricerca?
Come tutti gli artisti anche io ho nel cuore opere o fasi artistiche che non dimenticherò mai. Tra queste sicuramente troviamo due opere in particole. DUBBIOSA e IL CORVO DI EDGAR ALLAN POE. Entrambe le opere fanno parte della mia collezione privata. Racchiudono tutto ciò che si possa definire arte. Una racchiude un amore eterno, l’altra invece racchiude dentro di sé tutte le nostre parti più profonde. Sono opere che entrambe sono state realizzate nello stesso anno. Dubbiosa in un momento dove tutto brillava e tutto sembrava andare per il verso giusto, Il Corvo Di Edgar Allan Poe invece nasce in seguito ad una rottura.
Guardando al futuro, quali direzioni immagina per l’evoluzione dell’Astrattismo Bipolare e del suo lavoro curatoriale?
Il futuro, spero vivamente che a livello artistico ci sia una crescita ancora maggiore. Sicuramente per il futuro le parole chiavi per la mia carriera artistica saranno MOSTRE PERSONALI. Per il mio lavoro curatoriale invece mi auguro di riuscire a coinvolgere il maggior numeri di artisti che siano loro emergenti e non per iniziare collaborazioni serie e durature nel tempo così da poter aiutare la loro produttività artistica e la loro crescita professionale.
Descriviti in 3 colori.
Nero. Bianco. Rosso.