classe 1993, è un’illustratrice italiana conosciuta artisticamente come Roxanne, specializzata principalmente nell’illustrazione per l’infanzia. Dopo aver studiato presso la Scuola del Fumetto “Grafimated Cartoon” di Palermo, intraprende un percorso professionale che la porta a collaborare con autori internazionali, realizzando oltre trenta libri per bambini pubblicati in self publishing.
Nel corso della sua carriera affianca l’attività illustrativa a progetti editoriali di diversa natura, tra cui la pubblicazione di un libro di narrativa con Gattidicenere Edizioni insieme allo scrittore Paolo Migliorelli. Nel 2024 partecipa alla realizzazione di un libro dedicato alla dislessia in collaborazione con KolKoreh, organizzazione no-profit impegnata nel supporto ai bambini e alle famiglie.
Nel 2025 pubblica il suo primo libro per l’infanzia come autrice e illustratrice, “Lory torna a casa”, edito da Edity, segnando un passaggio importante nel suo percorso creativo. Parallelamente, amplia il proprio raggio d’azione collaborando con Etimologia Magazine, per il quale realizza illustrazioni a partire dallo stesso anno.
Il suo lavoro si distingue per una sensibilità visiva orientata al mondo dell’infanzia, con un linguaggio capace di coniugare narrazione e immaginazione, dando forma a storie accessibili e coinvolgenti.
Cos’è per te l’arte?
Espressione ai massimi livelli. Puoi davvero toccare picchi altissimi di espressione con l’arte (non solo quella disegnata). L’arte visiva è mandare messaggi diretti che la mente memorizza e comprende al volo.
Qual è stato il momento in cui hai capito che l’illustrazione per l’infanzia sarebbe diventata il tuo percorso principale?
Sin da piccola ho sempre avuto una matita in mano (tanto che sono diventata l’incubo dei miei genitori perchè disegnavo anche sui muri di casa!). Sono sempre stata sicura di voler disegnare per mestiere. Alla classica domanda delle maestre alle elementari .” Cosa vuoi fare da grande?” ho sempre risposto: “Voglio scrivere e disegnare libri per bambini”. Non ho mai cambiato idea!
In che modo la formazione alla Scuola del Fumetto ha influenzato il tuo stile e il tuo approccio al lavoro?
E’ stato cruciale. Prima della Scuola avevo una idea del lavoro dell’illustratore molto ingenua. La Scuola prepara ad affrontare il lavoro del disegnatore da professionista. Ti insegna a rispettare scadenze a studiare e ad affrontare i clienti e gli editori, “it rewires your brain to perform”. Sono molto grata per gli anni di studio alla Scuola e ovviamente lo studio non è mai terminato! Una delle regole è proprio rinnovarsi e migliorarsi sempre.
Com’è stato collaborare con autori internazionali nel mondo del self publishing?
Agli inizi ero molto naive,, imparavo man mano che facevo e parlavo con i miei autori. Sono stata fortunata anche a lavorare con clienti specialmente americani e canadesi che mi hanno insegnato a rispettare le scadenze e a impegnarmi al meglio delle mie possibilità. Con ognuno di loro ho un rapporto speciale e con molti di loro collaboro ancora oggi!
Quali sono le principali sfide nel dare forma visiva a storie pensate per i bambini?
Direi creare personaggi che siano interessanti per i bambini. Tenere conto dei temi che piacciono ai più piccoli, ciò che vivono, le loro emozioni ed ovviamente realizzare una storia che possa “parlare” al loro piccolo io in crescita. Spesso mi chiedo “se fossi una bambina, cosa vorrei raccontare?” e da lì prendo nota nel mio taccuino.
Il progetto sulla dislessia con KolKoreh ha cambiato il tuo modo di concepire l’illustrazione?
Questo progetto è stato completamente diverso dagli altri poichè avevo la responsabilità grafica di realizzare un libro che fosse delicato, che sarebbe servito per aiutare le famiglie con bambini con dislessia e avrebbe aiutato le attività dell’organizzazione. Ero onorata di poter dare i miei imput e mi ha molto fatto riflettere su quanto sia importante essere preparati ed informarsi. Queste tematiche sono estremamente importanti ed è importante poterle raccontare nel miglior modo disegnato possibile.
Cosa rappresenta per te il passaggio da illustratrice ad autrice con “Lory torna a casa”?
La storia della giraffa Lory in realtà è nata nel ’99, alle elementari. Nel 2025 ho ripreso la storia e l’ho riscritta cercando di mandare un messaggio diretto ai piccoli e ai grandi, ovvero l’accettazione del diverso e l’amicizia senza confini. Ammetto che scrivere e disegnare al tempo stesso è molto più impegnativo (devi zittire tutte le vocine nella tua testa che non amano per niente come stai disegnando). E’ stata una esperienza bellissima e non escludo di scrivere altre storie in futuro…
Come nasce un tuo personaggio e quanto spazio lasci all’immaginazione rispetto alle indicazioni editoriali?
In primis, le indicazioni editoriali o dell’autore sono estremamente importanti. Normalmente faccio diversi sketch e provo varie palette di colori e provo a mettere un pò di me nel personaggio. Mi piace realizzare personaggi molto morbidi ed espressivi, tra il pastelloso e il matitoso. Lasciare l’immaginazione a briglie sciolte è una buona idea, ma sempre ascoltare quali sono le linee guida.
Quali sono le tue principali fonti di ispirazione visiva?
Ho degli autori di riferimento che mi hanno formata. Artisti come Laura Sighinolfi, Stefano Turconi, Laura Ellen Anderson, Lucy Fleming e Ilaria Zanellato
Cosa cerchi di trasmettere ai più piccoli attraverso le tue illustrazioni?
Luce. Vorrei rimanesse impressa nei piccoli lettori molta luce. Che le mie illustrazioni trasmettano tranquillità e giocosità. Che rimanga loro molta luce da trasmettere in giro quando diverranno grandi.
Guardando al futuro, che tipo di progetti vorresti realizzare o esplorare?
Decisamente, vorrei esplorare il mondo illustrato a 360. Vorrei realizzare altri libri da autrice e non escludo di voler essere l’illustratrice di qualche altro autore. Magari un fumetto illustrato!
Descriviti in tre parole.
Solare. Coraggiosa. Creativa.