fondatrice di Relook Lab, è un’artista specializzata nella realizzazione di murales e dipinti su parete personalizzati, concepiti per integrarsi in modo armonioso negli spazi quotidiani, che si tratti di abitazioni private, negozi o studi professionali. Il suo approccio creativo non si lega a uno stile preciso, ma si fonda su una cifra distintiva ben riconoscibile: la delicatezza. Ogni intervento artistico nasce con l’obiettivo di donare eleganza e raffinatezza alle superfici, trasformandole in elementi capaci di dialogare con l’ambiente circostante.
Accanto al lavoro sulle pareti, Manuela Villa esplora con la stessa sensibilità anche altri supporti, come grandi tele, tessuti e mobili, dando vita a creazioni uniche in cui cura del dettaglio e armonia compositiva restano protagoniste. La sua ricerca artistica si traduce così in un linguaggio visivo capace di portare l’arte nella quotidianità con discrezione e stile.
Cos’è per te l’arte?
La mia è un’arte applicata agli spazi da vivere, per portare armonia e benessere nel quotidiano. Cerco l’eleganza, che non è lusso ma delicatezza.
Come nasce l’idea di un murales e in che modo dialoghi con lo spazio che lo ospiterà?
Nasce sempre dall’ascolto dello spazio stesso. Prima di stendere il colore, studio la luce della stanza, l’arredamento esistente, i volumi e persino l’energia del luogo. Il murales non deve “aggredire” la parete, ma integrarsi con essa. Dialogo con lo spazio cercando linee e sfumature che valorizzino l’architettura, facendo sì che l’opera sembri nata insieme alla stanza.
Qual è il processo creativo che segui quando realizzi un progetto personalizzato per un cliente?
Il punto di partenza è l’empatia con il cliente: voglio capire cosa desidera provare quando entra in quella stanza. Segue una fase di studio in cui creo dei bozzetti e delle palette di colori dedicate. Una volta trovata l’intesa perfetta, porto l’idea sulla superficie. È un processo sartoriale: ogni progetto è un pezzo unico cucito su misura.
La delicatezza è un elemento centrale del tuo lavoro: come riesci a tradurla visivamente su superfici così diverse?
La delicatezza per me è una scelta di rispetto verso l’ambiente. La traduco visivamente attraverso l’uso di sfumature morbide, tratti fluidi e un controllo attento dei contrasti. Che si tratti di una ruvida parete, della trama di un tessuto o della superficie liscia di un mobile, cerco di accarezzare il supporto con il colore, mai di appesantirlo.
C’è un progetto a cui sei particolarmente legata e che rappresenta al meglio la tua visione artistica?
Sono legata a tutti quei progetti in cui il cliente mi ha detto: “Questo spazio adesso mi fa stare bene”, perché un ambiente armonico regala serenità e non stanca. Dovendo sceglierne uno, direi un dipinto botanico evanescente in toni neutri, con accenti di blu scuro: c’è leggerezza, eleganza e originalità.
Quanto è importante per te il confronto con il cliente nella fase di ideazione e realizzazione dell’opera?
È fondamentale. Non dipingo per me stessa, ma per le persone che abiteranno quegli spazi. Il confronto con il cliente è una fonte di ispirazione: le sue esigenze e i suoi gusti sono i binari su cui si muove la mia creatività per dare vita a qualcosa di davvero personalizzato.
Lavori su pareti, tele, tessuti e mobili: quale supporto senti più vicino alla tua espressione artistica e perché?
Sicuramente la parete: una grande superficie che offre infinite possibilità creative. Al tempo stesso, però, amo far dialogare il muro con gli accessori della stanza, riprendendo lo stesso stile e gli stessi colori anche sui mobili e sui tessuti. In questo modo l’intera stanza diventa un’unica opera d’arte coordinata e in perfetta armonia.
In che modo l’arte può trasformare la percezione degli spazi quotidiani secondo la tua esperienza?
L’arte ha il potere terapeutico di cambiare l’umore di chi vive uno spazio. Una parete vuota può diventare una finestra sulla natura o un respiro di luce. Muovendo i giusti colori, l’arte può rendere una stanza più accogliente, uno studio professionale più rilassante o un negozio più memorabile, influenzando positivamente le nostre emozioni quotidiane.
Quali sono le principali sfide nel portare eleganza e armonia in contesti molto diversi tra loro?
La sfida principale è non cadere nella ripetitività. Ogni contesto (una casa, un negozio, uno studio) ha regole e funzioni diverse. Portare eleganza significa saper dosare l’intervento: a volte la vera raffinatezza sta nel togliere, nel saper essere minimali o nel trovare quell’unico dettaglio cromatico che unisce tutto il resto.
Ci sono artisti o correnti che hanno influenzato il tuo percorso creativo?
Sono da sempre affascinata dall’estetica che celebra la natura e la fluidità delle linee, ma anche dal design d’interni contemporaneo. Interpreto volentieri sia la “chinoiserie” che le decorazioni floreali stilizzate monocromatiche con un gusto moderno, leggero e pulito.
Quali sono i tuoi prossimi obiettivi o progetti futuri con Relook Lab?
L’obiettivo è la collaborazione con tutte le figure professionali che si occupano di arredamento e design: unire le competenze in un progetto globale per offrire al cliente il massimo per il suo ambiente.
Descriviti in tre parole.
Sensibile, accurata, armonica.