nata in Canada, è un’artista con una formazione da architetto maturata attraverso esperienze professionali in diversi Paesi, in particolare in Medio Oriente. Proprio durante i suoi soggiorni all’estero nasce il suo legame profondo con l’arte, alimentato dall’incontro con culture, persone e tradizioni che influenzano in modo determinante la sua visione cromatica e materica.
La sua ricerca si sviluppa attraverso una pittura materica che integra colori e materiali come piccoli sassi, paglia e legni, dando vita a superfici ricche di contrasti e suggestioni. Il processo creativo è guidato dall’istinto e dalle emozioni: Oriana lavora il colore senza un disegno prestabilito, lasciando che siano le combinazioni cromatiche a generare forme e immagini che emergono solo dopo l’asciugatura. Da queste stratificazioni prendono forma figure umane e animali, visibili in modo diverso a seconda dello sguardo e dello stato d’animo di chi osserva.
Parallelamente alla produzione artistica, si è specializzata in color coaching, pittura emozionale e feng shui evolutivo, ambiti attraverso i quali utilizza il colore come strumento di benessere, aiutando le persone a ritrovare equilibrio e consapevolezza nei contesti abitativi e lavorativi. Le sue opere si configurano così non solo come narrazioni visive, ma anche come strumenti capaci di generare serenità e accompagnare momenti di trasformazione personale.
Nel corso della sua carriera ha esposto in numerose città italiane, tra cui Roma, Venezia, Milano, Firenze e Napoli, e all’estero in contesti come Barcellona, Parigi, Cannes e Mons, ottenendo premi e riconoscimenti che ne attestano il valore e la continua evoluzione artistica.
Cos’è per te l’arte?
L’arte è libertà ed espressione delle emozioni che proviamo e ci portiamo con noi da sempre. E’ un modo per staccare la testa dalla quotidianità
Il tuo percorso nasce dall’architettura e si sviluppa nella pittura materica: cosa è rimasto di quella formazione nel tuo modo di costruire un’opera?
Spesso dipingo nella baracca di cantiere e di conseguenza ogni opera viene influenzata dall’aria stessa del cantiere. Ogni opera porta con se un progetto come se fosse un abito su misura o un edificio che si deve adattare perfettamente ad uno stato emotivo o ad un’emozione: inizio pensando all’effetto finale, a ciò che vorrei vedere, all’effetto cromatico finale. Quindi qualche giorno prima inizio a pensare alla combinazione cromatica che voglio utilizzare. E quando ho ben chiaro i colori, imbastisco la postazione lavoro e mi catapulto all’interno del quadro finchè non l ho terminato. In genere l’effetto finale non è mai quello che mi ero immaginato ma migliore. Continuo a lavorare il colore finchè non raggiungo la combinazione che tocca il mio stato emotivo.
I tuoi viaggi, soprattutto in Medio Oriente, hanno influenzato profondamente la tua palette: c’è un luogo o un’esperienza che senti particolarmente decisivo?
ho vissuto per molti anni in Afghanistan e le combinazioni dei colori che ho assorbito sono molteplici e sono spesso influenzate dalle pietre: il blu lapislazzulo, il rosso rubino, il verde smeraldo o il verde peridotto, l’arancione dello zaffiro e la combinazione a contrasto di questi colori nasce proprio da quel mondo.
Nel tuo processo creativo lasci molto spazio all’istinto: quanto è importante per te non sapere cosa accadrà sulla tela?
E’ fondamentale non sapere cosa accadrà sulla tela come nella vita: ci sono situazioni che organizzi e studi nel dettaglio ma poi accade sempre qualcosa che rivoluziona tutto. E così succede anche con il colore: nella mia testa studio perfettamente la combinazione dei colori ma quando poi lo lavoro accade sempre un imprevisto ad esempio ho usato troppa acqua o troppo poca e il colore si muove in maniera diversa rispetto a come avrei voluto, creando sfumature completamente diverse.
Le figure che emergono dopo l’asciugatura sembrano quasi “nascere da sole”: come vivi quel momento di scoperta?
Analizzare un quadro alla scoperta di figure è un’emozione incredibile. Non so mai cosa troverò e scoprire che si sono create figure femminili o pesci o qualsiasi altra forma è bellissimo. E’ come se il quadro stesso volesse raccontarmi una storia e rendermi partecipe di qualcosa.
Il fatto che non tutti vedano le stesse immagini nelle tue opere quanto è centrale nel tuo lavoro?
E’ un aspetto fondamentale del mio modo di dipingere e fare arte perché lavoro sulle emozioni e sulle sensazioni che il colore produce nello stato d’animo di una persona. Per me il quadro è uno strumento di terapia e darti la motivazione per affrontare una situazione.
In che modo il color coaching e la pittura emozionale dialogano con la tua produzione artistica?
utilizzo il colore per supportare le persone e ad esempio quando attraverso la pittura emozionale studio il livello energetico di una persona si creano una miriade di forme. La stessa cosa funziona nei quadri. Nel primo caso è una questione individuale, nel secondo collettiva. Effettivamente ogni quadro a seconda dello stato d’animo del momento può ricordarci eventi accaduti. Visto che utilizzo colori sempre molto sgargianti, l’obbiettivo è creare o riportare alla mente eventi e situazioni piacevoli.
Quando lavori con le persone sul colore, cosa noti cambiare più spesso: la percezione di sé o il rapporto con l’ambiente?
In genere noto nell’immediato che cambia la percezione di sé nell’ambiente e un diventare più consapevoli del nostro stato d’animo o del problema stesso, permettendo così alla persona di vedere la situazione da lati diversi. In questo modo anche le soluzioni che affiorano sono diverse rispetto alla situazione iniziale.
Il feng shui evolutivo introduce una dimensione più “funzionale” del colore: come si integra con la libertà espressiva dell’arte?
Spesso le persone temono il colore ma lo stesso fa parte di noi, quindi lavorando su delle immagini e delle combinazioni di colori, liberiamo la nostra vera essenza e anche l’essenza dell’arte stessa.
Le tue opere possono avere anche un effetto di benessere: senti una responsabilità in questo aspetto del tuo lavoro?
Effettivamente sento molto la responsabilità relativamente a quest’aspetto. Tutte le persone sono diverse e hanno un vissuto proprio ed è per questo che il mio modo di dipingere non è adatto a tutti o meglio ogni quadro smuove una miriade di emozioni diverse da persona a persona. Quindi il quadro che sceglie una persona è adatto alla sua storia e al suo modo di vivere.
Guardando al futuro, pensi che la tua ricerca si muoverà più verso l’interiorità o verso una dimensione sempre più relazionale e condivisa?
Credo che questi aspetti viaggino sempre in maniera intrinseca. L’interiorità mi permette di scoprirmi e di imparare chi sono e cosa voglio veramente e solo così posso trovare un posto migliore nel collettivo. Per stare nel collettivo sento la necessità di imparare sempre di più a relazionarmi con gli altri anche perché ogni persona mi trasmette una miriade di emozioni che associo ad un colore. Quindi vivere e relazionarmi con gli altri mi permette di assorbire un’infinità di combinazioni di colori e vedendo sempre il lato positivo delle situazioni i colori saranno sgargiantissimi.
Descriviti in tre colori.
Io sono la combinazione di: fucsia perché sono molto decisa determinata testarda e caparbia ma con una certa follia data dalla presenza dell’arancione in quanto trasmetto allegria positività e voglia di vivere; il tutto contornato e legato dal blu lapislazzulo che racconta verbalmente tutto quello che vivo sento e percepisco.
