è un coreografo e insegnante di danza italiano che avvia il suo percorso artistico nel 1995. Nel 2008 consegue il diploma in danza classica, modern e contemporanea, costruendo nel tempo una solida formazione che lo porterà ad affermarsi come una figura di riferimento nel panorama coreutico nazionale. Nel corso degli anni collabora con numerose scuole e centri di formazione professionale in tutta Italia, distinguendosi per la capacità di unire rigore tecnico, sensibilità artistica e attenzione alla crescita dei giovani danzatori.
Le sue coreografie hanno ottenuto importanti riconoscimenti a livello internazionale, tra cui vittorie allo Youth America Grand Prix di Tampa negli Stati Uniti e a Barcellona. A questi successi si aggiunge la vittoria del programma televisivo Ballando Con Te su Rai 1, spin-off di Ballando con le Stelle condotto da Milly Carlucci, esperienza che gli ha dato grande visibilità presso il pubblico televisivo.
Attualmente è docente in diverse accademie della Campania e insegna movimento coreografico al Teatro Cilea di Napoli, dove trasmette il suo metodo e la sua visione della danza alle nuove generazioni di performer. Molti dei suoi allievi oggi fanno parte di compagnie professionali, frequentano prestigiose accademie e partecipano a importanti produzioni televisive, a testimonianza della qualità e dell’efficacia del suo percorso formativo.
Parallelamente all’attività teatrale e didattica, lavora anche nel mondo televisivo come coach e coreografo del programma Cioè Talent su RaiPlay, dove segue i concorrenti nella preparazione delle performance artistiche. A questa esperienza affianca la realizzazione di coreografie per videoclip musicali e produzioni televisive, collaborando anche con programmi come Fuoriclasse Talent e Women for Women su Rai 1.
Cos’è per te l’arte?
Per me l’arte è libertà di espressione. È il modo più autentico per raccontare emozioni, pensieri e storie senza necessariamente usare le parole. Attraverso l’arte, e in particolare attraverso la danza, riesco a comunicare con gli altri, a trasmettere qualcosa di vero e a creare una connessione tra chi interpreta e chi guarda. È un linguaggio universale che unisce le persone.
Come nasce la tua passione per la danza e cosa ti ha spinto a intraprendere questo percorso artistico fin dal 1995?
La mia passione per la danza nasce quando ero molto giovane. Fin da subito ho percepito il movimento come un linguaggio naturale, un modo per esprimere emozioni e raccontare storie senza usare le parole. Nel 1995 ho deciso di intraprendere questo percorso con serietà, trasformando quella passione in studio, disciplina e ricerca continua. Da allora la danza è diventata parte integrante della mia vita.
Nel tuo percorso hai studiato danza classica, modern e contemporanea. In che modo questi diversi linguaggi hanno influenzato il tuo stile coreografico?
Ogni stile mi ha lasciato qualcosa di fondamentale. La danza classica mi ha dato la tecnica, la disciplina e il senso della linea. Il modern mi ha insegnato la forza espressiva e la dinamica del movimento. Il contemporaneo, invece, mi ha aperto alla libertà creativa e alla sperimentazione. Il mio stile coreografico nasce proprio dall’incontro tra questi linguaggi, cercando sempre un equilibrio tra tecnica ed emozione.
Le tue coreografie hanno ottenuto importanti riconoscimenti internazionali, come allo Youth America Grand Prix. Cosa rappresentano per te questi traguardi?
I riconoscimenti internazionali sono sicuramente motivo di grande orgoglio, ma per me rappresentano soprattutto una conferma del lavoro svolto e della passione che metto in ogni progetto. Sono traguardi che condivido con i miei allievi, perché dietro ogni premio c’è sempre un grande lavoro di squadra.
La vittoria a Ballando Con Te su Rai 1 ha dato grande visibilità al tuo lavoro. Quanto è stata importante questa esperienza nel tuo percorso artistico?
È stata un’esperienza molto significativa. La televisione ha permesso al mio lavoro di raggiungere un pubblico molto più ampio e mi ha dato l’opportunità di far conoscere la mia visione della danza anche a chi non frequenta abitualmente il teatro. È stata una grande emozione e un momento importante del mio percorso.
Oggi insegni in diverse accademie e al Teatro Cilea di Napoli. Cosa significa per te trasmettere la tua esperienza alle nuove generazioni di danzatori?
Insegnare per me è una responsabilità ma anche un grande privilegio. Significa condividere tutto ciò che ho imparato nel corso degli anni e accompagnare i giovani nel loro percorso artistico e umano. Ogni allievo è un mondo diverso e vedere la loro crescita è una delle soddisfazioni più grandi.
Molti dei tuoi allievi oggi lavorano in compagnie professionali o in televisione. Qual è l’insegnamento più importante che cerchi di lasciare ai tuoi studenti?
Cerco sempre di trasmettere l’importanza della disciplina, della costanza e del rispetto per questo lavoro. La danza richiede sacrificio, ma anche tanta passione. Voglio che i miei allievi capiscano che il talento è importante, ma senza impegno e dedizione non basta.
Nel tuo lavoro di coreografo quanto conta l’aspetto narrativo ed emotivo di una coreografia?
Per me è fondamentale. Una coreografia non è solo movimento, ma un racconto fatto di emozioni, energia e intenzioni. Cerco sempre di creare lavori che possano arrivare al pubblico e lasciare qualcosa, anche solo una sensazione.
Parallelamente al teatro lavori anche in televisione come coach e coreografo. Quali differenze trovi tra la coreografia per il palcoscenico e quella per la TV o per i videoclip?
Sono linguaggi diversi. In teatro il movimento deve arrivare fino all’ultima fila della platea e si lavora molto sulla costruzione scenica. In televisione, invece, tutto è più vicino: la telecamera cattura ogni dettaglio, quindi bisogna curare molto anche le sfumature più piccole e pensare alla coreografia in relazione alle inquadrature.
Lavori anche con giovani talenti in programmi televisivi. Quali qualità cerchi in un performer che vuole emergere nel mondo della danza?
Oltre alla tecnica cerco personalità, presenza scenica e capacità di emozionare. Un vero performer deve saper raccontare qualcosa attraverso il movimento e avere la determinazione per continuare a crescere.
Guardando al futuro, quali progetti o sogni artistici ti piacerebbe realizzare?
Continuare a creare, sperimentare e collaborare con artisti di diversi ambiti. Mi piacerebbe sviluppare nuovi progetti coreografici e portare la danza sempre di più verso contaminazioni con altre arti, mantenendo però sempre viva la mia identità artistica.
Descriviti in tre parole.
Passione, disciplina, creatività.