Patrizia D’anna

sviluppa il proprio percorso artistico a partire da un’urgenza creativa istintiva e autodidatta, vissuta inizialmente come una forma di scoperta personale. Nel tempo questa spinta interiore si consolida e si…

BIOGRAFIA

#Patrizia D’anna

sviluppa il proprio percorso artistico a partire da un’urgenza creativa istintiva e autodidatta, vissuta inizialmente come una forma di scoperta personale. Nel tempo questa spinta interiore si consolida e si evolve grazie all’incontro con il Maestro Vassallo di Genova, un passaggio decisivo che contribuisce alla sua maturazione tecnica e le permette di dare una forma più consapevole e strutturata alla propria visione artistica.

Al centro della sua ricerca rimane il valore dell’unicità: ogni opera nasce come un pezzo irripetibile, un frammento di racconto che non può essere replicato nello stesso modo. Il suo linguaggio visivo si sviluppa attraverso contrasti decisi e una forte carica energetica, con un uso distintivo del giallo, colore che per l’artista rappresenta la forza vitale e l’anima pulsante di ogni creazione.

La sua pittura si muove così in equilibrio tra dinamismo interiore e rigore formale, dove il calore dei toni dialoga con la precisione del segno. Da questa tensione nasce una ricerca personale che mira a trasformare emozioni e percezioni intime in immagini capaci di esprimere un’identità artistica autentica e riconoscibile.

Cos’è per te l’arte?

È un’esigenza. Un richiamo interiore a cui non posso sottrarmi.

Qual è stato il momento in cui hai sentito che la tua urgenza creativa non era solo un impulso, ma una vera necessità espressiva?

L’interesse per l’arte è nato con me, ma è in età adulta che questa passione è sbocciata in consapevolezza. Il primo contatto reale con la tela e i colori è stato un colpo di fulmine: in quel momento ho capito che non si trattava di un semplice passatempo, ma di un dono che avevo il dovere di coltivare. È una necessità che sento vibrare dentro, una forma di gratitudine verso la vita.

In che modo l’incontro con il Maestro Vassallo di Genova ha trasformato concretamente il tuo modo di lavorare sulla tela?

L’incontro con il Maestro Vassallo ha segnato una vera svolta nel mio percorso. Essendo un’autodidatta, mi mancavano quelle basi tecniche profonde necessarie per far evolvere il mio linguaggio. Lui mi ha aperto un mondo: è diventato il mio punto di riferimento, l’occhio critico e la mente che guida la mia mano. Grazie a lui, la mia ricerca ha acquisito la struttura di cui aveva bisogno.

Cosa rappresenta per te il giallo a livello emotivo e simbolico, e come dialoga con gli altri colori nelle tue opere?

Il giallo è il fulcro della mia emotività: rappresenta la forza, il carattere, la solarità e quell’energia positiva di cui tutti abbiamo bisogno. Mi rispecchio profondamente in questo colore; lo sento affine al mio modo di essere e lo uso per infondere vitalità e luce alle composizioni.

Quando parli di unicità, cosa rende per te un’opera davvero irripetibile? Il gesto, l’emozione del momento, la materia?

Per me l’unicità risiede nell’autenticità del gesto. Anche se nell’arte è già stato sperimentato moltissimo, ciò che rende un’opera irripetibile è il modo personale di esprimersi sulla tela. Ogni volta che dipingo cerco di essere me stessa in modo totale, riversando nelle tecniche e nelle espressioni la mia identità più vera.

Il contrasto è un elemento centrale nella tua ricerca: nasce prima come esigenza interiore o come scelta estetica consapevole?

Nasce assolutamente come un’esigenza interiore. Il contrasto che porto sulla tela è il riflesso di qualcosa che sento dentro e che ho il bisogno viscerale di tirare fuori. Spero di riuscire a trasmettere ancora molte emozioni attraverso questa tensione visiva, perché è un processo che nasce prima di tutto dal mio vissuto.

Quanto conta il rigore formale nel tuo processo creativo e come si equilibra con il dinamismo più istintivo?

L’istinto è la scintilla, ma senza il rigore tecnico l’opera rischierebbe di diventare banale o incompiuta. Credo che il processo creativo debba fondarsi su un equilibrio solido: l’emozione deve essere gestita attraverso la tecnica. In questo senso, avere una guida e uno studio costante è fondamentale per non disperdere la forza dell’intuizione.

C’è un’opera che senti particolarmente rappresentativa della tua evoluzione artistica? Perché?

Più che una singola opera, sento rappresentativa la mia produzione più recente. Finalmente sono riuscita a uscire dalla mia “zona di comfort”, abbandonando quella staticità che caratterizzava i miei lavori precedenti. Oggi ho una consapevolezza diversa: riesco a portare sulla tela valori profondi come la famiglia e le emozioni più intime, trasformando il pensiero in azione pittorica con molta più libertà.

Che tipo di esperienza desideri che viva l’osservatore davanti a un tuo lavoro: contemplazione, energia, inquietudine, riconoscimento?

Spero che chi guarda le mie opere possa percepire l’intera gamma di sensazioni che vi imprimo: dall’inquietudine all’energia, fino alla solarità. Il mio desiderio è che passi un messaggio di positività e di riscoperta dei valori fondamentali; credo fermamente che senza di essi non si possa vivere pienamente.

Come immagini l’evoluzione futura della tua ricerca: più sperimentazione materica, nuovi colori, o un approfondimento ancora più radicale del tuo linguaggio attuale?

Il mio obiettivo è continuare a far evolvere il mio linguaggio per trasmettere emozioni e valori in modo sempre più efficace. L’arte è un percorso complesso e infinito; sento che non basta una vita intera per apprenderne ogni segreto. Più vado avanti, più capisco quanto sia difficile raggiungere certi traguardi, ma è proprio questa sfida — che a volte porta anche sofferenza — a spingermi a crescere ancora.

Descriviti in tre colori.

Il Giallo: La mia Colonna Vertebrale.
È la luce che squarcia il buio, il colore della forza pura e della solarità.

Il Verde: Il Mio Orizzonte.
Simbolo di speranza e di rigenerazione.

Il Rosso: Il Mio Motore.
È il colore del sangue e del fuoco, la sintesi perfetta di passione, amore e determinazione.

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