Olga Ambrosini

classe 1986, ha intrapreso il suo percorso artistico frequentando il liceo artistico S. Weil di Treviglio e successivamente la LABA – Libera Accademia di Belle Arti di Brescia, dove ha…

BIOGRAFIA

#Olga Ambrosini

classe 1986, ha intrapreso il suo percorso artistico frequentando il liceo artistico S. Weil di Treviglio e successivamente la LABA – Libera Accademia di Belle Arti di Brescia, dove ha conseguito la laurea triennale in Pittura e Decorazione. Negli anni successivi ha continuato a dipingere, ma con il tempo quella parte di sé è rimasta in silenzio, accantonata come qualcosa da rimandare, fino quasi a spegnersi.

Una profonda rottura emotiva ha segnato l’inizio di un percorso di rinascita personale che l’ha condotta a riscoprirsi e a rimettere l’arte al centro della propria vita. La diagnosi di fibromialgia, dolorosa sul piano fisico ed emotivo, ha aperto uno spazio nuovo di consapevolezza e sensibilità, diventando un passaggio decisivo per tornare a guardarsi dentro e recuperare la propria natura creativa.

Nel marzo 2023 è stata scelta per realizzare quattro opere per il cortometraggio “Pain of Silent”, un’esperienza che si è rivelata un autentico punto di svolta. Durante la lavorazione e nei mesi successivi, osservando le tele nate da quel progetto, ha compreso di aver inconsapevolmente dipinto sé stessa: la propria storia, i legami, i vincoli e le catene interiori che nel tempo si era costruita. In quelle opere ha ritrovato la parte più autentica e nascosta di sé, quella che aveva avuto il coraggio di liberare.

Da allora la pittura è tornata ad essere uno strumento profondamente terapeutico e identitario. Nel momento in cui dipinge, Olga entra in uno stato di totale immersione, lasciando che siano le emozioni a guidare il gesto, in un flusso privo di filtri e pensieri. La sua ricerca si concentra sull’espressione del “vero essere”, nel tentativo di catturare e restituire l’essenza delle esperienze vissute: viaggi, profumi, colori, ricordi, sensazioni e attimi quotidiani che si trasformano in materia e colore sulla tela.

Le sue opere nascono come impressioni sensoriali, vissute prima interiormente e poi rielaborate attraverso materiali, stratificazioni e cromie, con l’intento di tradurre ciò che si percepisce oltre lo sguardo. Da questa esigenza prende forma “2senses”, un modo di dipingere che unisce visione e tatto attraverso superfici materiche pensate per essere esplorate anche fisicamente, amplificando l’esperienza emotiva di chi osserva. Il suo percorso si sta ora evolvendo verso una dimensione ancora più immersiva, con il desiderio di coinvolgere anche l’olfatto, intrecciando la pittura alla sua passione per il mondo dei profumi, in una ricerca che continua a esplorare il legame tra sensi, memoria e identità.

Cos’è per te l’arte?

L’arte è il mio modo di esprimermi quando le parole non possono bastare e condizionerebbero il pensiero delle persone con cui interagisci. L’arte da la possibilità a chi osserva, di essere libero e non doversi rappresentare attraverso codici convenzionali come il linguaggio. 

Quando hai riscoperto la pittura dopo il periodo in cui era rimasta in silenzio, quali emozioni hanno guidato il tuo ritorno al gesto creativo?

Inizialmente la paura di non saper come muovermi che è stata sostituita dalla sorpresa di capire che non smetti di saper fare certe cose, o le senti o non le senti.

In che modo la tua esperienza con la fibromialgia ha modificato il tuo rapporto con i materiali e con il colore?

La rigidità del mio corpo viene sciolta da colori caldi e vibranti, l’utilizzo di materiali che creano più movimento e matericità, mi permette di attivare anche il tatto come senso, oltre agli occhi. Immergermi nel momento in cui dipingo è come essere curata.

Durante la lavorazione di “Pain of Silent”, quale momento o opera ti ha fatto capire di star raccontando la tua storia attraverso la pittura?

È avvenuto alla conclusione delle tele e dopo aver fatto le riprese per il cortometraggio. In un momento di riflessione all’interno del percorso personale che sto attraversando, ho rivissuto le immagini che avevo abbozzato per le tele, collegandole alla mia storia. Seppur con dinamiche diverse, ho rielaborato di aver vissuto alcuni legami in modo simile e di averli espressi in parallelo in questi progetto.

Come descriveresti il tuo stato mentale e sensoriale quando sei completamente immersa nel dipingere?

Senza accorgermi dipingo per ore, senza sentir fame o sete, senza aver bisogno di nulla che di quel momento. Non esiste nient’altro. Corpo e mente si sincronizzano. È uno stato psicologico di completa immersione, concentrazione e coinvolgimento.

La tecnica “2senses” unisce visione e tatto: come scegli i materiali e le superfici per far emergere questa dimensione multisensoriale?

Le scelgo anche in base al soggetto o quello che voglio rappresentare. Quante volte è capitato di poter toccare un’opera? A me mai, anzi ci dicono sempre di non toccare. A livello sensoriale credo sia un’esperienza ancora più immersiva poter passare le proprie mani su una una parte della tela che ci attira particolarmente. Io stessa lo faccio, mi permette di percepire ed elevare le emozioni che provo attraverso lo sguardo 

In che modo i viaggi, i profumi o i ricordi quotidiani influenzano la composizione e l’uso del colore nelle tue opere?

I profumi sono i maggiori rievocatori dei ricordi, capaci di attivarli nel modo più vivido. Li associamo spesso ad esperienze vissute e che restano impresse nella memoria, più di qualunque altra cosa. I viaggi sono esperienze che nutrono la vita, e la capacità di osservare qualcosa di semplice, ma che nella quotidianità ci entusiasma è magico. Quello che faccio attraverso i colori è esprimere ed estrarre l’essenza di queste emozioni. Le rivivo, e mi lascio guidare.

Hai mai pensato di integrare la musica o altri stimoli sensoriali oltre ai profumi per amplificare l’esperienza immersiva delle tue opere?

Si, avrei in progetto di integrare le opere con delle poesie oltre al pensiero che scrivo dietro ad ogni tela. La musica è anche un altro modo per amplificare l’emozione di chi guarda l’opera e permette di utilizzare anche il senso dell’udito 

Guardando indietro al tuo percorso, c’è un’opera o un momento specifico che senti abbia segnato la tua “rinascita artistica”?

Si, oltre a Pain of Silence, c’è stata una coppia di amici che mi hanno chiesto di dipingergli un quadro per la loro casa nuova e mi hanno lasciato esprimere secondo la mia natura e le mie sensazioni. Loro sono stati quella opportunità che mi ha fatto riaccendere. Successivamente un loro amico ha visto il mio quadro e mi ha contattata per volerne uno anche lui e così ho ricominciato. Grazie a persone che hanno saputo cogliere la mia sensibilità artistica, l’hanno apprezzata e hanno visto in me un valore. 

Come immagini il futuro della tua ricerca artistica, soprattutto nell’intreccio tra tatto, vista e olfatto?

Il progetto vorrei approfondirlo in collaborazione con un’amica che ha sviluppato il suo brand di profumi. Abbiamo un’idea che studieremo per mixare questi sensi.

Se dovessi spiegare a chi osserva una tua tela cosa significa per te “catturare il vero essere”, quali parole useresti? Prova a descrivere l’essenza e non saprai più cos’è. Questa frase mi ha sempre molto colpito. L’ essenza come le emozioni spesso a parole si fa fatica ad esprimerle, cosa meglio dell’arte lo può fare al posto delle parole? 

Per me “il vero essere” significa riuscire a catturare quello che si prova, rivivendo un emozione o un ricordo, attraverso una fotografia, un immagine o un pensiero. Va immaginato cosa si è provato nel momento in cui qualcuno lo ha vissuto, da quali sensazioni si è stati attraversati. L’effetto è quello di riviverle attraverso la tela non solo con lo sguardo, ma in modo più profondo e sensoriale. Far vibrare delle corde.  Alla fine, riusciamo veramente a comprendere l’essenza di ciò che ci circonda, scorgendo oltre quello che guardiamo con gli occhi 

Descriviti in tre colori.

Azzurro –  placa la mia anima. Mi dona leggerezza ed equilibrio. Viola – è la mia profondità, la trasformazione, il movimento, l’inconscio, la ricerca del sé ed il mistero. Oro – è luce, entusiasmo, speranza, positività. Ma anche forza e resistenza.

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