La meraviglia di avere mille desideri e scegliere il proprio ritmo per viverli.
Ci sono donne che davanti alla vita hanno gli occhi di una bambina in un giardino incantato. Vogliono esplorare ogni sentiero, annusare tutti i fiori, scoprire cosa si nasconde dietro quella siepe e magari incontrare qualche creatura misteriosa. Possibilmente affascinante, intelligente e con un discreto senso dell’umorismo, che dopo una certa età diventa un requisito piuttosto interessante. Sono donne curiose, appassionate, piene di desideri. Amano viaggiare, conoscere, sperimentare, innamorarsi, ballare, ridere fino alle lacrime e lasciarsi sorprendere. Hanno gli occhi che brillano davanti alle possibilità e un cuore che, malgrado qualche bella batosta, continua a battere con entusiasmo. Io queste donne le adoro. Anche perché appartengo alla categoria delle entusiaste croniche, quelle che davanti a qualcosa di bello pensano immediatamente: “Meraviglioso! Voglio provarci anch’io!” Eppure quest’anno, mentre l’autunno cominciava a colorare gli alberi, ho sentito nascere un desiderio diverso: continuare ad amare intensamente la vita, concedendomi il tempo di gustarla. Ho compreso che una donna può amare profondamente la vita, desiderare mille esperienze e contemporaneamente scegliere di viverle con un ritmo che le permetta anche di assaporarle.
Il piacere ama essere corteggiato
Pensiamoci un momento. Avete presente il piacere di una doccia calda, quando l’acqua scivola sulla pelle e sembra portarsi via tutta la stanchezza della giornata? E quel momento dopo, quando ci prendiamo il tempo di massaggiare una crema profumata sul viso e sul corpo, sentendo la pelle diventare morbida sotto le mani? Ecco, immaginate di fare tutto questo in trenta secondi, come se qualcuno vi stesse inseguendo. Che spreco di piacere! Il piacere ama le sfumature, i profumi, le sensazioni e persino quelle pause nelle quali possiamo semplicemente sentire quanto stiamo bene. La vita funziona in modo molto simile. In autunno tutto questo diventa ancora più invitante. L’aria si fa fresca, i colori si scaldano, la natura cambia abito e pare suggerirci di rallentare per godere di ciò che abbiamo vissuto. La vita ama essere desiderata, ma anche corteggiata con calma.
Anche le donne selvatiche hanno bisogno di una radura
Dentro ogni donna convivono tante nature. C’è quella selvaggia, che vuole correre a piedi nudi e lasciarsi spettinare dal vento. Quella sensuale, che ama i profumi, i piaceri del corpo e le esperienze capaci di risvegliare i sensi. Quella curiosa, che vorrebbe scoprire cosa si nasconde oltre ogni orizzonte. E poi c’è quella che desidera distendersi su un prato, avvolgersi in una coperta morbida e sentirsi coccolata. Sono tutte parti della stessa donna e ciascuna merita spazio. La natura ce lo mostra continuamente. Ci sono stagioni di fioritura esplosiva, momenti in cui tutto cresce e si espande. Poi arrivano i tempi della maturazione, della raccolta, del riposo. Pensate a una castagna. Ha trascorso mesi protetta nel suo riccio, maturando lentamente, fino al momento in cui sarà pronta a offrirci la sua dolcezza. Provate a convincerla a maturare prima perché avete una gran voglia di caldarroste! La natura conosce il valore del tempo. Noi possiamo imparare da lei a rispettare le nostre stagioni, invece di pretendere una primavera perenne.
Quest’anno ho scelto di vivere il mio autunno.
Di ascoltare il desiderio di calma, morbidezza, raccoglimento. Di lasciare che le esperienze sedimentino, che il corpo ritrovi il proprio ritmo e che il piacere abbia spazio per farsi sentire. E sapete cosa sto scoprendo? Che questa scelta mi porta serenità.
Un uovo ha bisogno di essere covato
C’è un’immagine che ultimamente trovo meravigliosa: quella di un uovo custodito al caldo, protetto da ali morbide, mentre al suo interno la vita continua silenziosamente a trasformarsi. Pensiamo sempre alla forza come alla capacità di affrontare, resistere, rialzarci, ricominciare. Ma esiste anche una forza diversa, più tenera, che si manifesta quando scegliamo di prenderci cura di noi e permettiamo a qualcuno di fare altrettanto. Lasciarci abbracciare, coccolare, sostenere. Accogliere un gesto gentile, una presenza premurosa, qualcuno che per un momento ci tenga al caldo sotto le proprie ali. Perfino le donne che sanno volare hanno bisogno, ogni tanto, di essere covate. Magari proprio quelle che hanno imparato a cavarsela sempre da sole possono scoprire quanto sia dolce concedersi questa possibilità. Lasciarsi accudire è un altro modo di avere cura della propria forza.
La pausa fa parte della danza
Nella danza c’è un momento che amo particolarmente: la pausa. Il movimento si sospende, il corpo rimane presente e la musica continua a vibrare dentro. Quella pausa rende ancora più bello il movimento successivo. Mi piace immaginare anche la vita così, come un’alternanza di slanci, incontri, emozioni e momenti nei quali possiamo semplicemente sentire ciò che abbiamo vissuto. L’autunno mi sta insegnando a godermi una giornata piacevole anche dopo che è finita, a lasciare spazio al riposo, a riconoscere il piacere di una serata tranquilla, di una carezza, di una risata, di un pomeriggio tutto mio. A ricordare che assaporare ciò che abbiamo già vissuto è un modo di continuare a viverlo.
Ho ancora fame di vita. Ma con gusto!
Sia chiaro, continuo ad avere una voglia sfacciata di vivere. Desidero viaggi, incontri, scoperte, emozioni, risate, balli e magari anche un abbraccio di quelli che ti sciolgono completamente e, nello stesso istante, ti ricaricano di energia. L’entusiasmo è sempre qui, vivace e piuttosto indisciplinato. Soltanto che adesso desidero scegliere il mio ritmo, ascoltare il corpo, concedermi il piacere di maturare senza fretta e accogliere la dolcezza che arriva quando permetto alla vita, e alle persone, di prendersi cura anche di me. Una donna può essere selvaggia e morbida, appassionata e tranquilla, curiosa e profondamente serena. Può desiderare il mondo intero e trovare la meraviglia nel silenzio di un pomeriggio autunnale. Io ho ancora una fame incredibile di vita, ma quest’anno ho deciso di gustarmi il mio autunno. Di lasciarmi scaldare, coccolare, sorprendere e magari anche covare un pochino.
La vita è troppo succosa per berla tutta d’un fiato. E io, cara Vita, ho tutta l’intenzione di assaporarti fino all’ultima goccia.
a cura di Valentina Gazelle




