nasce a Roma il 22 settembre 1973 e vive in provincia di Arezzo, nel territorio di Laterina Pergine Valdarno. Il suo avvicinamento all’arte inizia all’età di dodici anni, quando realizza un’opera ispirata a Modigliani, dando così avvio a un percorso creativo che negli anni si sviluppa in maniera spontanea e personale.
Autodidatta, Cardelli vive l’arte come una forma di espressione libera, senza seguire progetti prestabiliti o schemi rigidi. Le sue creazioni nascono dall’istinto e dalla voglia di sperimentare, elementi che lo portano a esplorare tecniche e materiali differenti alla ricerca di nuove possibilità espressive.
Nel suo lavoro utilizza materiali come polistirolo e cartone, che combina con una mescola composta da colla vinilica, gesso e acqua, lavorando poi con colori acrilici. La sperimentazione diventa così una componente fondamentale della sua ricerca artistica, caratterizzata dalla libertà di trasformare materiali comuni in elementi capaci di assumere una nuova dimensione attraverso la creatività.
Nel corso della sua attività ha partecipato a diverse mostre collettive nella città di Arezzo, confrontandosi con altri artisti e con il pubblico. Alcune delle sue opere sono inoltre esposte presso la Banca d’Italia di Arezzo, a testimonianza di un percorso artistico nato dalla passione e cresciuto attraverso la ricerca personale, la sperimentazione e una costante attenzione alla materia.
La sua produzione riflette una concezione dell’arte spontanea e istintiva, nella quale ogni opera rappresenta un’occasione per sperimentare, scoprire nuove tecniche e dare forma a un’idea senza necessariamente partire da un progetto definito.
Cos’è per te l’arte?
Per me l’arte è innanzitutto un’emozione, un linguaggio attraverso il quale riesco a esprimere il mio mondo interiore e a dare forma a pensieri, sensazioni e stati d’animo che spesso le parole non riescono a raccontare. È uno spazio di libertà nel quale posso essere completamente me stesso, senza condizionamenti o schemi prestabiliti. La mia ricerca artistica nasce proprio dal desiderio di comunicare qualcosa di autentico, cercando di emozionare chi osserva le mie opere e di stabilire con il pubblico un legame che vada oltre la semplice dimensione visiva.
Hai iniziato ad avvicinarti all’arte quando avevi appena dodici anni, realizzando un’opera ispirata a Modigliani: cosa ricordi di quel primo incontro con la pittura?
Ricordo quel primo incontro come un’emozione particolare, una scoperta che ha aperto davanti a me un mondo nuovo. La possibilità di utilizzare colori e forme per esprimere ciò che sentivo dentro di me mi ha affascinato fin da subito. L’opera ispirata a Modigliani rappresentò un primo passo, forse inconsapevole, verso un percorso che negli anni sarebbe diventato una parte importante della mia vita. Da allora la pittura è diventata uno strumento attraverso il quale raccontarmi, esplorare la mia sensibilità e dare voce alla mia creatività.
Sei un artista autodidatta: quanto ha influito il fatto di non aver seguito un percorso accademico sulla tua libertà di espressione?
Essere un artista autodidatta mi ha permesso di sviluppare un linguaggio personale, seguendo soprattutto la mia sensibilità e la mia curiosità. Non avere un percorso accademico alle spalle ha significato imparare attraverso l’esperienza diretta, la sperimentazione e il desiderio continuo di scoprire nuove possibilità espressive. Mi piace lasciarmi guidare dall’istinto, senza sentirmi vincolato a regole precise. Credo che questo approccio abbia contribuito a rendere il mio lavoro spontaneo e autentico, lasciandomi la libertà di seguire le emozioni e di trasformare ogni esperienza in un’occasione di ricerca.
Hai definito le tue creazioni spontanee, senza un progetto prestabilito: da dove nasce l’ispirazione quando inizi una nuova opera?
Trovo l’ispirazione soprattutto nel colore. Una tonalità stesa sulla tela può diventare una fonte di gioia, suggestione e nuove intuizioni. Spesso parto proprio da una sensazione, da un accostamento cromatico o da un’immagine che si forma nella mia mente, senza sapere esattamente quale sarà il risultato finale. Mi piace lasciarmi sorprendere dal processo creativo, permettendo all’opera di svilupparsi progressivamente. Non avere un progetto rigido mi consente di seguire il flusso delle emozioni e di accogliere anche ciò che nasce casualmente durante il lavoro. È proprio in questa spontaneità che trovo una parte importante della mia libertà espressiva.
Nel tuo percorso hai sperimentato diverse tecniche e materiali, dal polistirolo al cartone, fino alla combinazione di colla vinilica, gesso e acqua: cosa ti affascina maggiormente della sperimentazione?
La sperimentazione è una componente fondamentale del mio modo di vivere l’arte. Mi affascina la possibilità di mettere insieme materiali differenti, scoprire le loro caratteristiche e capire come possano dialogare tra loro. Utilizzare le mani per mescolare, modellare e trasformare la materia è un momento nel quale riesco a trovare serenità e piena espressione delle mie intenzioni artistiche. Ogni materiale offre possibilità diverse e permette di ottenere effetti sempre nuovi. Non cerco necessariamente la perfezione tecnica, ma una forma di espressione che rispecchi ciò che desidero comunicare. Il contatto diretto con la materia rende il processo creativo ancora più personale e coinvolgente.
Quanto è importante per te la materia nella costruzione di un’opera e cosa cerchi di ottenere attraverso la trasformazione di materiali semplici?
La materia ha un ruolo molto importante nel mio lavoro, perché rappresenta una possibilità ulteriore di esprimere la mia creatività. Mi piace partire anche da materiali semplici e comuni, trasformandoli attraverso la combinazione di elementi diversi. Il gesto manuale diventa parte integrante dell’opera e mi permette di entrare in sintonia con ciò che sto realizzando. Attraverso questa ricerca cerco di dare nuova vita ai materiali, creando superfici, consistenze e suggestioni che possano accompagnare il colore e arricchire il risultato finale. È un processo che mi coinvolge profondamente e nel quale ritrovo una sensazione di tranquillità e libertà.
Utilizzi principalmente il colore acrilico: che rapporto hai con il colore e quanto incide sulle emozioni che vuoi trasmettere?
Adoro il colore acrilico perché mi offre la possibilità di sovrapporre tonalità differenti, stendere un colore sull’altro e dare progressivamente luce alla mia visione. Il colore è probabilmente uno degli elementi più importanti della mia ricerca artistica: attraverso di esso riesco a comunicare emozioni, creare atmosfere e dare carattere alle mie opere. Ogni tonalità può suscitare una sensazione diversa e diventare il punto di partenza per nuove interpretazioni. Mi piace osservare come i colori si incontrano, si mescolano e si trasformano sulla tela. Il mio obiettivo è che questa ricerca cromatica riesca a trasmettere qualcosa a chi guarda, suscitando un’emozione personale e immediata.
Nel corso degli anni hai partecipato a diverse mostre collettive ad Arezzo: cosa significa per te confrontarti con altri artisti e con il pubblico?
Partecipare a una mostra significa innanzitutto avere la possibilità di condividere il proprio mondo artistico con gli altri. Il confronto con altri artisti rappresenta un’occasione di arricchimento, perché permette di entrare in contatto con linguaggi, sensibilità e modi differenti di interpretare l’arte. Allo stesso tempo, trovo particolarmente importante il rapporto con il pubblico: vedere le persone osservare un’opera, lasciarsi coinvolgere e magari riconoscere in essa qualcosa di personale è una grande soddisfazione. Credo che l’arte trovi una parte del suo significato proprio nella possibilità di creare emozioni e connessioni tra chi realizza un’opera e chi la osserva.
Alcune tue opere sono esposte presso la Banca d’Italia di Arezzo: che emozione hai provato nel vedere le tue creazioni inserite in un contesto così importante?
Vedere alcune mie opere esposte in un luogo così significativo è stata sicuramente una grande emozione e una soddisfazione personale. Ogni volta che una mia creazione viene accolta ed esposta in un contesto pubblico, provo la sensazione di aver condiviso una parte del mio mondo interiore con altre persone. È un riconoscimento che dà valore al lavoro svolto nel tempo, alla ricerca e alla passione che metto in ogni opera. Sono esperienze che mi incoraggiano a proseguire il mio percorso artistico, continuando a sperimentare e a cercare nuove forme di espressione.
C’è un artista, oltre a Modigliani, che ha influenzato particolarmente il tuo modo di vedere e vivere l’arte?
Modigliani rappresenta sicuramente una delle mie principali fonti di ispirazione. Mi affascinano soprattutto i suoi volti stilizzati, le forme essenziali e quella particolare capacità di andare oltre l’aspetto esteriore per raccontare qualcosa di più profondo. Nei suoi ritratti ritrovo un invito a guardare e, soprattutto, a guardarsi dentro. È un aspetto che sento molto vicino alla mia sensibilità artistica, perché anche attraverso le mie opere cerco di esprimere un mondo interiore fatto di emozioni e suggestioni. La sua capacità di rendere riconoscibile un linguaggio attraverso pochi elementi continua a essere per me uno stimolo importante.
Dopo tanti anni di ricerca e sperimentazione, c’è una tecnica o un materiale che ancora non hai utilizzato e che vorresti sperimentare in futuro?
La curiosità è una componente che non dovrebbe mai mancare nel percorso di un artista. Anche dopo anni di esperienza, credo ci siano sempre nuovi materiali, tecniche e combinazioni da scoprire. Mi piace l’idea di non considerare mai conclusa la mia ricerca, perché ogni nuova sperimentazione può aprire prospettive inaspettate. Vorrei continuare a esplorare le possibilità offerte dalla materia e dal colore, lasciandomi guidare dalla spontaneità e dalle emozioni del momento. Per me l’importante è non perdere il desiderio di sperimentare e di mettermi continuamente alla prova.
Descriviti in tre parole.
Spontaneo, creativo, emozionale. Sono tre parole che rappresentano il mio modo di essere e di vivere la pittura. La spontaneità mi permette di seguire liberamente le mie sensazioni, la creatività mi spinge a sperimentare e a cercare sempre nuove possibilità, mentre l’emozione è il filo conduttore di tutto ciò che realizzo. In fondo, il mio obiettivo è proprio questo: creare opere capaci di emozionare me stesso e, attraverso la mia sensibilità, arrivare al cuore di chi le osserva.