è una fotografa fashion e fine art che ha fatto della fotografia il proprio modo di raccontare emozioni, atmosfere e storie. Avvicinatasi a questo mondo fin da giovanissima, nel corso degli anni ha trasformato la passione in una forma personale di osservazione e interpretazione della realtà, cercando attraverso ogni scatto di andare oltre la semplice estetica per evocare sensazioni, ricordi e suggestioni.
Il suo lavoro si sviluppa principalmente nell’ambito fashion e fine art, dove ricerca estetica, creatività e narrazione si incontrano per dare vita a universi visivi sospesi tra realtà e immaginazione. La sperimentazione con la luce, i colori e la post-produzione rappresenta una parte importante del suo processo creativo, attraverso il quale costruisce immagini caratterizzate da una forte identità e da un’atmosfera riconoscibile.
Quasi sempre Chiara cura personalmente anche lo styling dei propri shooting, seguendo ogni dettaglio della costruzione dell’immagine finale. Ideare e assemblare outfit, realizzare accessori handmade e progettare elementi scenografici sono per lei parte integrante della fotografia, perché ogni componente contribuisce a definire il carattere e l’identità del concept. Il suo approccio considera quindi lo scatto non come un momento isolato, ma come il risultato di un percorso creativo che nasce da un’idea e prende forma attraverso una serie di precise scelte visive.
Affascinata da tutto ciò che consente di trasformare un’intuizione in qualcosa di concreto e significativo, Chiara considera ogni progetto una possibilità di sperimentare nuove forme espressive e di raccontare una storia attraverso un linguaggio autentico, personale e poetico. La sua ricerca artistica nasce dalla volontà di dare forma a immagini capaci di lasciare una traccia emotiva, invitando chi le osserva a entrare in un mondo fatto di dettagli, atmosfere e suggestioni.
Alla base della sua visione c’è la convinzione che la fotografia non sia soltanto ciò che si vede, ma soprattutto ciò che riesce a far sentire. Nei suoi lavori cerca la poesia nei dettagli, la bellezza nelle imperfezioni e quella particolare magia nascosta nelle cose che spesso passano inosservate, trasformando ogni immagine in uno spazio in cui realtà e immaginazione possono incontrarsi.
Cos’è per te l’arte?
Per me l’arte è il modo più autentico di trasformare emozioni e idee in qualcosa di visibile. Attraverso la fotografia creo immagini che raccontano storie, evocano sensazioni e permettono a chi le osserva di interpretarle liberamente.
Quando hai capito che la fotografia sarebbe diventata non soltanto una passione, ma il tuo principale modo di raccontare e interpretare il mondo?
Ho capito che la fotografia sarebbe diventata molto più di una semplice passione quando mi sono resa conto che, attraverso un’immagine, riuscivo a esprimere emozioni e idee meglio che con le parole. Da quel momento la macchina fotografica è diventata il mio modo di osservare, interpretare e raccontare il mondo, trasformando ciò che immagino in qualcosa di visibile e condivisibile.
Che cosa cerchi di trasmettere a chi osserva una tua fotografia e quali emozioni vorresti che rimanessero dopo la visione dello scatto?
Cerco di trasmettere una parte di me e del mio modo di vedere il mondo. Ogni fotografia nasce da emozioni, idee e dettagli che mi colpiscono personalmente; quindi, spero sempre che chi la osserva riesca a percepire qualcosa di autentico. Non voglio imporre un significato preciso: mi piace che ognuno trovi la propria interpretazione. Se, anche solo per un momento, una mia immagine riesce a far emozionare, riflettere o sognare, allora sento di aver raggiunto il mio obiettivo.
Il tuo lavoro spazia tra fashion e fine art: quali sono le differenze che senti maggiormente tra questi due linguaggi e cosa invece li accomuna nella tua ricerca?
Per me la differenza principale è che nel fashion parto spesso da un’estetica, da un capo o da un concept visivo, mentre nel fine art sento maggiore libertà di esplorare emozioni, simboli e aspetti più personali della mia immaginazione. Tuttavia, nella mia ricerca questi due linguaggi si incontrano continuamente: anche nei lavori fashion cerco sempre di raccontare una storia e di creare un’atmosfera, mentre nel fine art l’attenzione allo styling, ai dettagli e alla costruzione dell’immagine resta fondamentale. In entrambi i casi, il mio obiettivo è trasformare un’idea in un racconto visivo capace di lasciare un’emozione.
Quanto è importante per te la fase di progettazione che precede lo shooting e come nasce generalmente un tuo concept?
La fase di progettazione è fondamentale nel mio lavoro, perché gran parte dello shooting nasce molto prima dello scatto. I miei concept spesso prendono forma da un’emozione, un’immagine, un dettaglio o persino da un materiale che mi ispira. Da lì inizio a costruire tutto il resto: styling, accessori handmade, palette di colori e atmosfera. Avendo una mente costantemente in movimento e sempre in fase creativa, poter lavorare a un progetto prima ancora di realizzarlo concretamente è una parte che amo particolarmente. Mi permette di nutrire la mia creatività, sviluppare idee e lasciare che il concept maturi nel tempo. Mi piace curare personalmente ogni elemento, perché credo che siano proprio i dettagli a dare coerenza e identità a una fotografia, trasformando un’idea in un vero racconto visivo.
Ti occupi personalmente anche di styling, accessori handmade ed elementi scenografici: quanto queste componenti contribuiscono alla costruzione dell’immagine che hai in mente?
Per me contribuiscono in modo fondamentale, perché spesso l’immagine finale nasce proprio da questi elementi. Quando penso a un concept non immagino solo una fotografia, ma un intero universo visivo fatto di dettagli, texture, colori e simboli. Creare personalmente outfit, accessori handmade ed elementi scenografici mi permette di dare forma concreta a ciò che ho in mente e di rendere ogni progetto unico, personale e coerente. Non amo le immagini troppo semplici o prive di elementi distintivi: ho sempre la necessità di aggiungere qualcosa che catturi l’attenzione e contribuisca a raccontare una storia. È una parte del processo creativo che sento molto mia, perché mi consente di esprimermi non solo attraverso la fotografia, ma anche attraverso la costruzione stessa dell’immagine, curandone ogni dettaglio fin dall’idea iniziale.
La luce e il colore sembrano avere un ruolo centrale nel tuo lavoro: come li utilizzi per creare quelle atmosfere sospese tra realtà e immaginazione?
La luce e il colore sono fondamentali nel mio lavoro perché mi permettono di trasformare una semplice scena in un’emozione. Li utilizzo per creare atmosfere evocative e sospese, cercando sempre un equilibrio tra realtà e immaginazione, così che ogni immagine possa raccontare qualcosa che va oltre ciò che si vede.
Quanto spazio lasci all’imprevisto durante uno shooting e quanto, invece, ogni elemento dell’immagine è studiato e progettato in anticipo?
Direi che gran parte dei miei shooting nasce da una progettazione molto accurata, tuttavia lascio sempre spazio all’imprevisto, perché a volte sono proprio gli elementi non programmati a dare vita agli scatti più interessanti. Per me la preparazione e la spontaneità non si escludono, ma collaborano per creare qualcosa di autentico e speciale.
La post-produzione è per te uno strumento tecnico o rappresenta una vera e propria fase creativa attraverso la quale completi la storia raccontata dalla fotografia?
Per me la post-produzione è una vera fase creativa, ma non serve a stravolgere la fotografia. Non amo le immagini eccessivamente editate o trasformate fino a diventare irriconoscibili. Preferisco che la forza dello scatto nasca già durante la fase di ideazione e realizzazione. In post-produzione intervengo soprattutto per valorizzare ciò che è già presente nell’immagine e avvicinarla il più possibile alla visione che avevo in mente, senza snaturarla.
Nei tuoi lavori cerchi la poesia nei dettagli e la bellezza nelle imperfezioni: quali sono le piccole cose che più spesso riescono a ispirarti?
Mi ispirano le cose più semplici e inaspettate. Sono una persona che osserva continuamente ciò che la circonda e spesso le idee nascono proprio quando sono in giro. Ho l’abitudine di raccogliere mentalmente tutto ciò che attira la mia attenzione e trasformarlo, prima o poi, in un’idea creativa. Credo che l’ispirazione possa trovarsi ovunque, basta allenarsi a guardare oltre l’ordinario.
C’è un progetto fotografico che senti particolarmente rappresentativo del tuo percorso e che, ancora oggi, conserva per te un significato speciale?
Non c’è un progetto preciso che considero il più rappresentativo del mio percorso. Sicuramente ci sono lavori riusciti meglio di altri e a cui sono particolarmente affezionata, ma la cosa che mi interessa di più è osservare la mia evoluzione nel tempo. Mi piace riguardare i progetti passati e accorgermi di come siano cambiati il mio sguardo, il mio modo di costruire un’immagine e la mia ricerca creativa. Per me ogni progetto è un tassello del percorso e la soddisfazione più grande è vedere un miglioramento costante, sia dal punto di vista tecnico che artistico.
Guardando al futuro, c’è un concept, una collaborazione o una nuova direzione artistica che vorresti assolutamente esplorare?
Mi piacerebbe continuare a collaborare con altri artisti creativi, come make up artist e stylist, perché credo che il confronto e la condivisione di idee siano sempre fonte di crescita e ispirazione. Allo stesso tempo, una delle cose che mi sta più a cuore è dare a sempre più persone la possibilità di vivere l’esperienza di essere “modelli per un giorno”. Una particolarità del mio lavoro è che spesso fotografo persone che non hanno mai posato prima. Naturalmente mi capita anche di collaborare con modelle professioniste o con persone che hanno già esperienza davanti all’obiettivo, ma mi piace l’idea che chiunque possa sentirsi parte di un progetto creativo, indipendentemente dal proprio percorso. Trovo molto stimolante lavorare con persone diverse, perché ogni incontro porta con sé nuove storie, personalità e prospettive. Oltre a creare immagini, ho l’opportunità di conoscere persone nuove che, molto spesso, finiscono per ispirare anche me e arricchire la mia ricerca artistica.
Descriviti in tre parole.
Osservatrice, creativa, autentica.