Marta Salerno

è un’artista italiana nata nel 1990 nei pressi di Roma, cresciuta in un ambiente profondamente legato all’artigianato. Fin dall’età di sei anni si avvicina alla lavorazione del legno all’interno della…

BIOGRAFIA

#Marta Salerno

è un’artista italiana nata nel 1990 nei pressi di Roma, cresciuta in un ambiente profondamente legato all’artigianato. Fin dall’età di sei anni si avvicina alla lavorazione del legno all’interno della bottega di liuteria del padre, sviluppando una sensibilità manuale e una conoscenza materica che segneranno in modo decisivo il suo percorso creativo.

Formata nella tradizione accademica italiana tra pittura e scultura, costruisce solide basi ispirate ai grandi maestri del Rinascimento e del Barocco. Tuttavia, il suo percorso artistico si distingue presto per una spinta verso la sperimentazione e il superamento dei confini convenzionali.

Nel 2006 scopre il tatuaggio, trasformandolo in un linguaggio espressivo personale e innovativo. Unendo scultura, disegno e tecnica freehand, si afferma a livello internazionale per la creazione di opere uniche realizzate direttamente sul corpo, senza l’utilizzo di stencil tradizionali, attirando una clientela proveniente da tutto il mondo.

Nel 2025 si trasferisce a Miami, dove fonda MARTAMAKEART Agency, portando con sé il bagaglio della tradizione artistica italiana e una visione contemporanea orientata alla contaminazione tra discipline. Oggi opera come artista e direttrice artistica, collaborando con sviluppi residenziali di lusso, collezionisti privati, architetti e interior designer, per la creazione di progetti su misura capaci di valorizzare gli spazi attraverso identità, estetica e profondità culturale.

La sua ricerca si colloca al confine tra arte, design e narrazione, dando vita a esperienze visive e sensoriali che reinterpretano il patrimonio artistico italiano in chiave contemporanea. La sua attività è inoltre riconosciuta come “Trusted Art Seller” da The Art Storefronts Organization, a garanzia della qualità e dell’affidabilità delle sue opere.

Cos’è per te l’arte?

Per me l’arte è libertà. È il modo in cui riesco a esprimere quello che sono, quello che sento e quello che vedo. È un linguaggio che non ha bisogno di troppe spiegazioni, a volte arriva prima che lo capisco. È un ponte tra l’inconscio e la materia.

Come ha influenzato la tua crescita nella bottega di liuteria di tuo padre il tuo modo di intendere oggi la materia e la forma?

È stata sicuramente una parte fondamentale della mia formazione. Sono cresciuta guardando mio padre lavorare il legno e sin da quando avevo 6 anni usavo gli scalpelli. Ho imparato molto presto quanto siano importanti la manualità, la precisione e il rapporto diretto con la materia, la sua essenza. Credo che ancora oggi questo influenzi molto il mio modo di lavorare, molto legato al gesto.

Quali insegnamenti della tradizione accademica italiana senti ancora vivi nel tuo lavoro contemporaneo?

Sicuramente lo studio della figura, dell’anatomia, delle proporzioni, della luce e della composizione, ma soprattutto il disegno dal vero. La formazione italiana mi ha dato delle basi molto forti che ancora oggi utilizzo e me ne vanto, anche quando cerco di rompere le regole e creare qualcosa di più personale. Sono basi culturali.

Cosa ti ha spinto, nel 2006, a scegliere il tatuaggio come linguaggio artistico principale?

Mi ha conquistata l’idea di poter trasformare il corpo in una vera opera d’arte. La pelle è una tela viva, personale e completamente diversa per ogni persona, e dura finché si vive.

In che modo la tecnica freehand cambia il rapporto tra te, il corpo e l’opera finale?

Il freehand mi permette di creare direttamente sul corpo, seguendone le forme e il movimento. Non devo adattare un disegno già fatto, ma posso costruire l’opera insieme al corpo. Questo rende il risultato molto più personale e di alto livello culturale.

Quanto è importante per te il dialogo con il cliente nella creazione di un’opera unica sulla pelle?

È fondamentale. Mi piace conoscere la persona, capire cosa vuole e soprattutto cosa vuole comunicare. Poi cerco di trasformare tutto questo attraverso il mio linguaggio artistico. Alla fine il risultato deve rappresentare entrambi. È uno scarico parziale di responsabilità perché l’idea non è mia al 100% e mi trovo molto meno in difficoltà con un progetto per un tatuaggio che con uno di arte per questo motivo.

Il trasferimento a Miami ha modificato la tua visione artistica o il tuo approccio creativo? In che modo?

Sì, molto. Miami è una città super internazionale e mi ha dato la possibilità di confrontarmi con persone, culture e mondi creativi molto diversi. Mi ha fatto anche venire voglia di portare il mio lavoro sempre più verso l’arte, il design e gli spazi. All’inizio mi ha creato molta confusione, ho sperimentato per mesi senza arrivare a conclusioni concrete, ma è stato proprio questo il punto di forza del mio attuale pensiero artistico.

Come nasce MARTAMAKEART Agency e quale esigenza personale o artistica risponde?

Nasce proprio dall’esigenza di andare oltre il collezionismo d’arte. Mi piace adattare l’opera allo spazio proprio come nel tatuaggio. Di solito con l’arte avviene il contrario: dallo spazio si sceglie l’opera, io faccio l’opera basata sull’idea esistente dello spazio.

Nel tuo lavoro attuale, come si intrecciano arte, design e architettura nei progetti su misura?

Per me sono mondi che si completano. Ognuno di noi ha più personalità che coesistono.

Cosa significa per te “trasformare uno spazio in un’esperienza” attraverso l’arte?

Significa fare in modo che uno spazio non sia solo bello da vedere, ma che faccia provare qualcosa. Mi piace quando un’opera riesce a cambiare completamente l’atmosfera di un ambiente e lasciare un ricordo.

Quali sono le sfide e le opportunità nel lavorare con clienti del settore luxury e collezionisti internazionali?

La sfida è riuscire a creare qualcosa che sia davvero personale e diverso da tutto il resto. Il lato positivo è proprio poter lavorare su progetti molto particolari, dove il cliente ha il 100% delle attenzioni.

In che modo la tradizione artistica italiana continua a dialogare con il tuo linguaggio contemporaneo?

La tradizione italiana fa parte di me. È qualcosa che porto naturalmente nel mio lavoro e ne vado fiera, soprattutto attraverso lo studio della forma, della figura e dell’artigianalità. È l’ABC, l’ingrediente base per creare a mio gusto tutto quello che voglio, senza limiti poiché ho la conoscenza.

Guardando al futuro, quali nuove direzioni o sperimentazioni senti di voler esplorare?

Voglio continuare a sperimentare e soprattutto uscire sempre di più dai confini del tatuaggio. Mi interessano molto la scultura, il design, l’arte negli spazi e i grandi progetti. Voglio vedere fin dove posso portare il mio brand.

Descriviti in tre parole.

Libera, visionaria, geniale.

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