è un content creator e fashion menswear model italiano, nato nel 1967. Il suo percorso nel mondo della comunicazione digitale prende forma partendo da zero sui social, trasformandosi nel tempo in un’attività professionale solida e riconosciuta, legata alla moda, alla creazione di contenuti e alla collaborazione con brand.
Nel corso della sua carriera ha preso parte a diverse edizioni di Pitti Uomo ed è stato ospite al Dandy Days di Arezzo, partecipando inoltre a numerosi eventi e iniziative nel settore fashion. Ha collaborato con brand di moda, accessori e lifestyle, prendendo parte a campagne pubblicitarie, tra cui quella per U-Power, e contribuendo anche alla realizzazione di un video musicale.
La sua presenza nel panorama editoriale è testimoniata da apparizioni su diverse riviste di settore, anche come protagonista di copertine, a cui si aggiunge la partecipazione televisiva al programma di Rai 2 “99 da battere”. Oggi continua a lavorare come content creator e modello, sviluppando contenuti e collaborazioni con brand italiani e internazionali.
Cos’è per te l’eleganza oggi e come si riflette nel tuo modo di comunicare sui social?
Per me l’eleganza oggi non significa essere vestiti in modo perfetto o seguire sempre le regole. È soprattutto avere personalità e sentirsi bene con quello che si indossa. Anche sui social cerco di essere me stesso, mostrando il mio modo di vestire e di vivere la moda senza costruirmi un personaggio.
Quando hai capito che la tua presenza online poteva trasformarsi in un lavoro nel mondo della moda?
All’inizio non pensavo assolutamente che i social potessero diventare un lavoro. Ho iniziato Instagram a 54 anni, praticamente da zero, per curiosità e per il piacere di mostrare il mio modo di vestire. Poi sono arrivate le prime richieste, le collaborazioni e le occasioni nel mondo della moda. A quel punto ho capito che poteva diventare qualcosa di più.
Qual è stato il momento che ha segnato una svolta nel tuo percorso come content creator e modello?
Ci sono stati diversi momenti importanti, ma sicuramente la partecipazione a 99 da battere su Rai2 è stata una svolta. Mi ha dato visibilità e soprattutto mi ha fatto capire che potevo stare davanti a una telecamera e farmi conoscere anche al di fuori dei social.
In che modo partecipare a eventi come Pitti Uomo ha influenzato la tua crescita professionale?
Pitti Uomo è stato molto importante per me. Essere lì, vedere da vicino brand, professionisti e persone che lavorano nella moda mi ha permesso di conoscere un ambiente che prima guardavo soprattutto da fuori. Ogni partecipazione mi ha dato nuove conoscenze e nuove opportunità.
Come scegli i brand con cui collaborare e quali valori devono rappresentare per convincerti?
Quando scelgo un brand cerco prima di tutto qualcosa che abbia un senso per me. Devo poterlo indossare o raccontare senza sentirmi fuori posto. Non guardo solo al prodotto, ma anche al modo in cui l’azienda lavora e presenta quello che fa. Se una collaborazione è credibile, secondo me si vede anche sui social.
Quanto è importante per te mantenere autenticità in un settore spesso legato all’immagine?
Per me è fondamentale. Sui social si può costruire un’immagine molto facilmente, ma alla lunga le persone capiscono se sei vero oppure no. Io preferisco mostrare quello che sono, anche con i miei difetti, piuttosto che cercare di sembrare una persona diversa.
Cosa cerchi di trasmettere attraverso i contenuti che realizzi ogni giorno?
Cerco soprattutto di trasmettere l’idea che non ci sia un’età precisa per iniziare qualcosa di nuovo. Io ho iniziato a 54 anni e oggi, a 59, continuo a mettermi in gioco. Attraverso i miei contenuti voglio mostrare moda, energia e voglia di fare, senza prendermi troppo sul serio.
Com’è cambiato nel tempo il tuo rapporto con la moda e con il concetto di stile personale?
È cambiato molto. Quando ero più giovane vedevo la moda soprattutto come un modo per vestirmi bene. Oggi la considero anche un modo per esprimere la mia personalità. Ho trovato un mio stile, fatto di capi classici ma anche di dettagli particolari, accessori e qualche elemento più personale.
Qual è stata la sfida più grande che hai affrontato iniziando da zero sui social?
La sfida più grande è stata proprio partire da zero a un’età in cui molti pensano che i social siano una cosa per ragazzi. Non avevo esperienza e non avevo un pubblico. Ho dovuto imparare facendo, sbagliando e continuando comunque a pubblicare. La costanza è stata fondamentale.
Che ruolo ha la maturità nel tuo percorso come modello menswear oggi?
La maturità oggi è una parte importante di quello che rappresento. Non cerco di sembrare più giovane di quello che sono. Credo che un uomo possa essere interessante, curato e avere voglia di moda anche a 50, 60 anni e oltre. Questa è una parte importante del mio messaggio.
Cosa hai imparato dalle esperienze in televisione e nelle campagne pubblicitarie?
La televisione mi ha insegnato a gestire la pressione e a stare davanti a una telecamera senza farmi bloccare. Le campagne pubblicitarie invece mi hanno fatto capire quanto siano importanti il dettaglio, l’immagine e la professionalità. Sono esperienze diverse, ma entrambe mi hanno fatto crescere.
In che modo il tuo lavoro si differenzia da quello di altri creator nel settore fashion?
Credo che la differenza sia soprattutto nella mia storia. Non sono nato creator e non ho iniziato da ragazzo. Ho costruito tutto partendo da zero e in un’età diversa dal solito. Inoltre non voglio essere visto solo come uno che dà consigli sulla moda: mi interessa soprattutto lavorare come modello, creare immagini e raccontare attraverso quello che indosso.
Quali sono i tuoi riferimenti o le tue ispirazioni nel mondo della moda?
Mi ispirano molti uomini che hanno costruito uno stile personale riconoscibile. Mi piace guardare la sartoria italiana, il mondo dei dandy, Pitti Uomo e anche persone come Nick Wooster, che hanno saputo creare un’immagine molto personale. Però alla fine cerco sempre di prendere spunti e trasformarli in qualcosa che sento mio.
Come immagini l’evoluzione del tuo percorso nei prossimi anni?
Mi piacerebbe continuare a crescere nel mondo della moda e delle immagini, lavorando con brand sempre più importanti e partecipando a eventi e progetti interessanti. Vorrei anche continuare con la televisione e con le campagne pubblicitarie. Non ho un traguardo preciso: preferisco vedere fin dove posso arrivare continuando a fare le cose con serietà.
Descriviti in tre parole.
In tre parole: curioso, determinato, autentico.