nato a Napoli il 9 ottobre 1986, è uno scrittore, sceneggiatore, regista e giornalista italiano, riconosciuto come una figura poliedrica e innovativa nel panorama dell’intrattenimento contemporaneo. Il suo percorso artistico si distingue per la capacità di coniugare la solidità della scrittura classica con le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie e dalle piattaforme digitali, sviluppando un linguaggio narrativo capace di attraversare media diversi con coerenza e identità.
Cresciuto in un contesto culturalmente vivace, intraprende inizialmente studi giuridici, per poi orientarsi verso la scrittura e la sceneggiatura, formandosi presso la Scuola Internazionale di Comics di Napoli e perfezionando il proprio percorso tra giornalismo e scrittura cinematografica. Fin dagli esordi si afferma come pioniere dell’intrattenimento digitale in Italia, ideando e realizzando “Passioni senza fine”, il primo radiodramma a puntate sul web strutturato come una vera e propria soap opera, capace di ottenere un ampio riscontro di pubblico e di evolversi in progetto editoriale e letterario di successo.
Nel corso degli anni amplia la propria produzione con webserie e contenuti seriali che spaziano tra dramma e commedia, ottenendo riconoscimenti internazionali e consolidando una cifra stilistica personale. Parallelamente, il suo lavoro si estende alla radiofonia tradizionale, dove firma progetti di rilievo trasmessi su importanti emittenti, confermando la propria versatilità come autore.
Una parte significativa del suo percorso è legata all’impegno sociale, sviluppato attraverso una profonda collaborazione con Nunzio Bellino. Da questo sodalizio nascono opere che utilizzano il linguaggio artistico come strumento di sensibilizzazione, tra cui il cortometraggio “Elastic heart”, approdato su piattaforme internazionali e incentrato su tematiche come discriminazione, bullismo e fragilità umana. Questo approccio si riflette anche in altri lavori dedicati a tematiche civili, in cui la narrazione diventa veicolo di consapevolezza e cambiamento.
Accanto alla produzione audiovisiva e narrativa, Cossentino coltiva un forte legame con la cultura partenopea, raccontata attraverso opere che ne valorizzano tradizioni, identità e quotidianità. Il suo lavoro è stato premiato con numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, che ne attestano il valore artistico e l’originalità, mentre la sua presenza in ambito televisivo e mediatico contribuisce a consolidarne il ruolo come voce autorevole e attiva nel panorama culturale italiano.
La sua carriera si configura come un percorso in continua evoluzione, in cui scrittura, innovazione e impegno sociale convivono dando forma a una visione artistica contemporanea, capace di dialogare con il pubblico attraverso linguaggi diversi e profondamente attuali.
Cos’è per te l’arte?
L’arte è un canale universale di empatia e riscatto. Non è semplice intrattenimento o pura estetica, ma uno specchio della realtà capace di dare voce agli “invisibili”, abbattere i tabù e trasformare le fragilità umane in punti di forza inossidabili.
Qual è stato il momento in cui hai capito che la scrittura e la narrazione sarebbero diventate il centro del tuo percorso?
La passione per la scrittura creativa è stata una costante fin dall’adolescenza. Tuttavia, la vera consapevolezza è arrivata quando ho capito che la realtà circostante offriva storie complesse che meritavano di essere strutturate e raccontate, spingendomi a frequentare l’Accademia delle Arti figurative e digitali della Scuola Internazionale di Comics di Napoli per professionalizzare questo impulso viscerale.
In che modo la tua formazione, inizialmente giuridica, ha influenzato il tuo approccio alla scrittura e alla costruzione delle storie?
La laurea in Giurisprudenza è stata fondamentale. Gli studi giuridici abituano alla logica stringente, all’analisi rigorosa della psicologia umana, dei conflitti e delle strutture sociali. Questo background mi ha fornito un metodo preciso per delineare le trame, strutturare i conflitti drammatici tra i personaggi e, soprattutto, ha acuito la mia sensibilità verso i temi della giustizia sociale e dei diritti civili.
Cosa significa per te essere considerato un pioniere dell’intrattenimento digitale in Italia?
È un grande orgoglio, ma anche una responsabilità. Significa aver compreso, prima di altri, che il web non era solo un contenitore alternativo, ma un linguaggio indipendente dotato di un potenziale immenso per democratizzare la cultura e raggiungere un pubblico vasto e orizzontale, scardinando i canali di distribuzione tradizionali.
Come nasce l’idea di “Passioni senza fine” e cosa ti ha spinto a sperimentare un formato così innovativo per il web?
Passioni senza fine nasce originariamente come un radiodramma cult per il web, per poi evolversi in un romanzo di successo. Volevo unire il fascino della vecchia radio alle infinite potenzialità di diffusione di internet. L’obiettivo era trattare l’amore universale privo di barriere (come la relazione tra una donna matura e un uomo più giovane) sfidando apertamente i pregiudizi e i tabù della società moderna.
Qual è la differenza principale, per te, tra raccontare una storia attraverso il web, la radio,il cinema e il giornalismo?
La differenza risiede principalmente nella gestione dei sensi del pubblico: il Web richiede immediatezza, frammentazione e una forte capacità di catturare subito l’attenzione dell’utente. La Radio (e il Radiodramma): si affida interamente alla potenza della voce, del suono e del silenzio, stimolando l’immaginazione pura dell’ascoltatore. Il Cinema: vive di immagini, sguardi, dettagli visivi e montaggio; una grammatica complessa in cui l’inquadratura può dire più di mille parole. Il Giornalismo: oggi, in quanto giornalista iscritto all’Ordine, questa professione rappresenta per me il legame indissolubile con la verità dei fatti. A differenza della finzione cinematografica o letteraria, dove posso inventare mondi, il giornalismo mi impone il dovere della cronaca, della verifica delle fonti e della responsabilità etica e deontologica. Raccontare storie da giornalista significa indagare il reale con rigore, dare voce alla collettività con imparzialità e trasformare la notizia in uno strumento di consapevolezza civile.
Quanto è importante il lavoro con gli attori e i collaboratori nella costruzione dei tuoi progetti?
È assolutamente vitale. Il cinema e la serialità sono arti collettive. Il regista e lo sceneggiatore tracciano la rotta, ma sono gli attori a donare il proprio corpo e la propria anima ai personaggi. Creare una sinergia inossidabile sul set o in sala di registrazione è l’unico modo per far arrivare al pubblico un’emozione autentica.
Il tuo percorso è fortemente legato anche all’impegno sociale: quando hai capito che l’arte poteva diventare uno strumento di sensibilizzazione?
L’ho capito misurandomi con il potere del feedback del pubblico. Di fronte alle discriminazioni, all’omofobia e al bullismo, ho compreso che una storia ben raccontata ha un impatto emotivo superiore a qualsiasi saggio teorico. L’arte ha il potere unico di far immedesimare lo spettatore nel dolore e nella rinascita altrui.
Com’è nata la collaborazione con Nunzio Bellino e cosa rappresenta per te dal punto di vista umano e artistico?
La nostra collaborazione è nata sul web nel 2016: Nunzio seguiva Passioni senza fine e mi ha contattato esprimendo il desiderio di raccontare la sua storia. Conoscere la sua determinazione nell’affrontare una patologia rara come la Sindrome di Ehlers-Danlos mi ha profondamente colpito. Dal punto di vista umano, Nunzio rappresenta un esempio straordinario di resilienza; dal punto di vista artistico, è diventato un sodalizio unico che ha dato vita a un cortometraggio ( Elastic heart), un fumetto (L’Uomo Elastico) e un libro autobiografico (Cuore elastico). Progetti che mi hanno permesso di arrivare in contesti importanti come il Festival del Cinema di Venezia dove insieme a Nunzio ho potuto sfilare sul Red Carpet con tante star di tutto il mondo, Casa Sanremo Writers fino alla Camera dei Deputati a Roma dove siamo stati premiati per il nostro impegno sociale.
Cosa cerchi di trasmettere al pubblico attraverso opere come “Elastic heart” e gli altri progetti sociali?
Cerco di trasmettere un messaggio di speranza, forza interiore e rinascita. Con Elastic Heart (disponibile anche su Amazon Prime Video) e i progetti correlati, l’obiettivo fisso è denunciare la violenza e il bullismo, dimostrando che la diversità non è un limite, bensì una straordinaria manifestazione della bellezza della vita.
Quanto incide il legame con Napoli nella tua scrittura e nella tua visione artistica?
Moltissimo. Essere un “napoletano doc” significa essere cresciuti in un immenso set a cielo aperto, intriso di dramma, ironia, contrasti e una profonda umanità. Napoli non è mai uno sfondo passivo nelle mie opere, ma una vera e propria Musa, un’energia viscerale che contamina il mio linguaggio cinematografico e letterario.
Dopo i numerosi riconoscimenti ottenuti, cosa rappresenta oggi per te il successo?
I premi, le nomination (come quelle ai festival internazionali o l’attenzione attorno ai David di Donatello) e i riconoscimenti come “Eccellenza del Made in Italy al Sud” sono bellissimi attestati di stima. Tuttavia, oggi il vero successo per me è sapere che una mia opera ha aiutato qualcuno a sentirsi meno solo, o che i proventi di un progetto (come quelli di Cuore elastico) contribuiscono concretamente alla ricerca sulle malattie rare.
Qual è la sfida più grande che senti di voler affrontare nel tuo futuro artistico?
La sfida principale è continuare a innovare senza perdere l’onestà intellettuale, ampliando ulteriormente gli orizzonti creativi anche attraverso il giornalismo. Desidero portare i formati e i messaggi del nostro cinema sociale su piattaforme sempre più internazionali, dimostrando che le storie nate nel Meridione d’Italia possiedono una forza e un valore universali.
Descriviti in tre parole.
Determinato: per la costanza nel perseguire i sogni e i progetti nonostante le avversità. Empatico: per la naturale predisposizione a immedesimarmi nelle storie degli altri e dare loro voce. Visionario: per la costante ricerca di formati innovativi e linguaggi pionieristici nell’era digitale.